Il tip tap degli elefanti

newspaper_mediaCom’è noto, lo scorso ottobre la rivista statunitense Newsweek ha annunciato la cessazione delle sue pubblicazioni in edizione cartacea, scegliendo di passare completamente al formato digitale.

Una decisione, questa, a dire il vero indotta da una mera ottica di mercato: negli ultimi dieci anni, infatti, le vendite del settimanale erano drasticamente crollate da quattro milioni a poco più di un milione e mezzo di copie vendute.

Ora non sto qui a dilungarmi sulla vicenda del Newsweek nello specifico, basti dire che molte altre testate (non ultimo l’osannato Time!) hanno già effettuato questo passaggio al digitale, o si dichiarano in procinto di farlo. Continua a leggere

Choosy don’t cry

Se n’è parlato davvero tanto, forse anche troppo, nelle ultime settimane.

È apparso su tutti i giornali, le radio, le televisioni, saltava fuori ovunque navigando sul web, bevendo un amaro al bar sotto casa, riecheggiava dal verduraio, alla fermata dell’autobus, in fila alla posta: «oh, ma hai sentito: choosy?».

Choosy è la parola brutta dell’autunno, il tormentone mediatico, come si dice: tocca farsene una ragione.

Inutile provare a non occuparsene, evitare di accanirsi contro una così vieta castroneria tutta fulgidamente italiota, fingere che non sia mai stato pronunciato nessun aggettivo simile da nessun politico in carica durante nessuna conferenza stampa ufficiale.

Inutile persino rigettare l’anglofonia disperante di ritorno dall’emisfero cerebrale deputato alle nostre più intime conversazioni interpersonali.

In una parola: inutile stare qui a fare i choosy, gli schizzinosi, appunto, ancora e ancora. Continua a leggere