La cognizione della scrittura

Carlo_Emilio_Gadda

Prendo in prestito un passaggio de La cognizione del dolore, in cui Carlo Emilio Gadda analizza magistralmente l’altalena psicotica e emotiva a cui è soggetto, nella gran parte dei casi, lo scrittore tipo.

Sapeva, sapeva.

Ciò non ostante gli piaceva talora di fantasticare: e si lasciava fare come una carezza, da chi? da chi? se non dalla vana luce d’un pensiero, labile come raggio d’autunno.

Immaginava che qualche sodalizio gli avrebbe regalato un piccolo orologio, da polso, visto che nessuna donna ci aveva pensato, mai: nessuna donna? la mamma, la povera mamma. Fantasticava che la patria maradagalese lo incuorasse a perfezionare quel suo scarabocchio di romanzo:

e te molesta incita
di poner fine al Giorno
per cui, cercato, a lo stranier ti addita. Continua a leggere

La scrittura come progetto

Giulio Marzaioli

La realizzazione di grandi infrastrutture trova nella fase di progettazione il momento determinante. La fase esecutiva, infatti, sarà caratterizzata dalla ponderazione di tutti gli scostamenti dal progetto che – in termini di varianti, maggiori costi e maggiori tempi – Committente e Appaltatore dovranno gestire nel rapporto contrattuale (le previste modalità di realizzazione di una galleria, ad esempio, risulteranno più o meno aggiornate a fronte delle sorprese geologiche che si saranno incontrate, dall’apertura del così detto “foro pilota” sino all’abbattimento dell’ultima parete, in gergo chiamata “diaframma”). Continua a leggere

Urgenza di dire dello scrivere

Qualche settimana fa mi sono addormentata ascoltando l’intervista di un giovane scrittore italiano, giovane dacché italiano, cioè, di età indefinitamente compresa fra i 30 e i 40 anni.

Veramente non l’ho solo ascoltata, l’intervista, l’ho proprio guardata, su uno di quei canali di letteratura che puoi reperire in streaming, on demand, sul pc, verso le due di notte, quando non riesci a dormire, o non hai voglia di farlo, perché c’è ancora caldo, nonostante sia già arrivato l’inverno, dicono.

Fatto sta che questo scrittore raccontava di come s’è trovato a concepire il suo primo romanzo, esperienza questa che gli è proprio capitata per caso, o così sembrerebbe, stando a quanto dice lui alle due di notte, anche se forse l’intervista l’aveva rilasciata di pomeriggio, chissà, dopo aver mangiato un tramezzino, prima di prendere il caffè.

Sicuramente non aveva bevuto nemmeno un goccio di caffè, il giovane scrittore prima dell’intervista, oppure non ne aveva bevuto abbastanza, magari non ci aveva nemmeno fatto colazione, insomma si vedeva chiaramente che aveva un gran sonno, e che la notte non riesce a dormire molto, lui. Continua a leggere

Trionfano le idee al posto dei numeri. (Variazioni sul tema)

Bastano i numeri, per tutto. Ci sono le elezioni (per la politica) le aste (per l’arte) le classifiche (per la letteratura). Nessuno, oggi, si pone i problemi del perché scrivere e di come scrivere. Sono cambiati i tempi e anche le ragioni della scrittura. Il cavalier Marino, nel Seicento, diceva che lo scopo del poeta è stupire: chi non sapeva stupire, secondo lui doveva cambiare mestiere. Oggi lo scopo dello scrittore, come quello del politico, è entrare nel paradiso dei numeri.

Così Sebastiano Vassalli, dalle pagine del «Corriere della Sera», analizza uno dei fenomeni, a suo avviso, più preoccupanti della nostra contemporaneità, sia dal punto di vista letterario che sul versante sociale e umano in toto.

E lo fa, senza giri di parole, in un articolo dal titolo esemplare: Trionfano i numeri al posto delle idee. Continua a leggere

A gran giornate

Mi trovo davanti a un romanzo, anzi, veramente, come recita la quarta di copertina, a “un esilarante romanzo picaresco, un’allegoria della vita per leggere con uno sguardo nuovo i nostri giorni”.

Mi trovo davanti, ancor più precisamente, all’ultimo romanzo di Claudio Morandini, pubblicato quest’anno per le edizioni La Linea, nella collana Tam Tam, libro dalla copertina naturista e assai evocativa, con alberi spogli su sfondo plumbeo, e una mole mediamente considerevole di più di duecentocinquanta pagine di narrazione.

Mi viene subito da pensare: “Sarà un po’ pretenzioso”.

Resto però altamente incuriosita, in special modo, devo confessarlo, dalla dedica dell’autore, che recita: “La vita fugge – con quel che segue”.

E in effetti, dopo attenta e meditata lettura, questa è proprio la definizione che darei all’intero romanzo di Morandini, se mi venisse chiesto di riassumerne l’impressione in una sola frase. Direi esattamente: “La scrittura fugge – con quel che segue”. Continua a leggere

Stelle fisse

L’ Hotel a zero stelle di Tommaso Pincio, edito da Laterza per la collana Contromano nel marzo 2011, è un prototipo di sosta letteraria imprescindibile che concorre alla formazione di uno sguardo critico, onesto e appassionato, sul mondo dell’arte e della civiltà tutta. Nei corridoi di questo albergo dissestato e sovraffollato, infatti, vedremo come sia pressoché impossibile non imbattersi nella grande quantità di possibili Inferni e paradisi di uno scrittore senza fissa dimora.

Dacché la scrittura, si sa, è, prima di tutto, viatico esperenziale e ragionativo per il disambiguamento di un approccio culturale che sia attento e socialmente sensibile, l’autore ripercorre i vari piani di un percorso di crescita, personale e artistica, che può benissimo essere il suo come quello di molti altri, evidenziandone le tappe principali attraverso l’ausilio delle letture che hanno contribuito alla sua formazione. Continua a leggere

Per certi viaggi si parte prima

Per certi viaggi non si parte mai
quando si parte.
Si parte prima
A volte molto prima.

 

Questo libro presenta, per l’appunto, una doppia narrazione di viaggio.

Fulvio Ervas ha raccolto per oltre un anno l’accurata e accorata testimonianza di Franco Antonello, padre di Andrea, oggi maggiorenne, al quale è stato diagnosticato l’autismo all’età di tre anni.

Da qui, la cruda realtà dei fatti e il lucidissimo paradosso emotivo nel quale si trovano a vivere i protagonisti della vicenda s’intrecciano inevitabilmente, nel continuo lavorio esorcizzante di una trasposizione letteraria condotta con estrema delicatezza e con una sorta di compartecipe disincanto. Continua a leggere