Propositi per l’anno nuovo

5propositix2015Che cosa leggerò nell’anno appena iniziato ancora (almeno in parte) non lo so, però credo di sapere che cosa non leggerò:

  • la silloge poetica del metaforista selvaggio, quello che sente la necessità di esprimersi;
  • il libro di autofiction a imitazione di Carrère;
  • il romanzo in cui tutto si incastra alla perfezione;
  • il poeta di ricerca che scrive tale e quale a un altro poeta di ricerca;
  • i post dello scrittore che, in buona sostanza, racconta il mondo dalla prospettiva del proprio spioncino;
  • l’autore di robetta da supermercato in cerca di riconoscimenti letterari, che pensa di acquisire passando per un invito a Fahrenheit; Continua a leggere

Impressioni di impressioni

(A proposito delle Impressions de Sicile di Massimiliano Manganelli

Ad una prima lettura pensavo che l’autore avesse privilegiato il momento soggettivo delle parole.
Poi ho riletto e ho scoperto che tutto è quasi asettico, impersonale, privo di soggettivismo.
Quindi, mi dico, mi trovo di fronte a un testo privo di lirismo.
Poi mi fermo e mi faccio un’obiezione ben nota, cioè che soggettivismo non è lirismo; alla quale obiezione aggiungo che dovremmo rimodulare il termine “lirismo”. Continua a leggere

L’autore fallo tu!

jc_desk1-570x300Voi che «amate tanto la scrittura» e sembra quasi che non possiate vivere senza, e poi però cercate continuamente, ossessivamente, fiutate in ogni pertugio, indiscriminatamente ossequiate per asservire ai vostri scopi, fin quando poi da ultimo accalappiate qualche povero ingenuo amante delle lettere tout court, che vi elargisca consigli (rigorosamente a buon mercato) su cosa come e quando scrivere, qualcuno che vi faccia anche un minimo di editing alle «sudate» carte, sudate quando?, chi vi corregga i periodi più intricati, attenzione alla consecutio!, qualcuno che vi ricrei i dialoghi, i più verosimili, Continua a leggere

Appunti su “La grande anitra” di Andrea Inglese

«Siamo dentro un’anatra cotta
come Giona nel ventre della balena ma è un’anitra cotta
io Minnie e il guardiano notturno»

Comincia così La grande anitra (Oèdipus) di Andrea Inglese. Un libro davvero degenere, nel senso che non si preoccupa di collocarsi in maniera precisa tra prosa e verso, tra saggio e narrazione. È scrittura, semplicemente. Che cos’è dunque l’anitra del titolo? Forse «il solito dispositivo globalizzato», forse un universo distopico, forse semplicemente un rimando a Pinocchio e alla sua immersione nel ventre di tutt’altro animale (peraltro nominato nel secondo verso citato). Continua a leggere

AW – La scrittura aumentata di Alessandro De Francesco

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Con la pubblicazione presso La Camera Verde di Scrittura Aumentata – Augmented Writing – Écriture Augmentée, Alessandro De Francesco porta a compimento un progetto avviato qualche anno fa e già anticipato in alcune occasioni espositive, del quale si può avere idea visitando il sito a esso dedicato.

Le tavole che compongono la cartella contengono in primo luogo varie forme di scrittura. Non testi, o meglio, non qualcosa di riducibile esclusivamente alla dimensione del testo, inteso come entità chiusa dotata di un senso compiuto. La scrittura può in effetti costituirsi come veicolo di un senso, ma è innanzitutto una forma puramente visiva, non necessariamente legata a un dato referenziale. Continua a leggere

EX.IT – Interviste dal contesto

24291168_ex-it-materiali-fuori-contesto-biblioteca-comunale-pablo-neruda-albinea-reggio-emilia-0Durante il convegno di Albinea, abbiamo chiesto  dei commenti anche ai critici e agli autori presenti.

Iniziamo col riportare l’impressione di Paolo Zublena:

«Molte delle cose che si sono sentite pongono un problema estetico di fondo, che è quello dell’opportunità di differenziare l’oggetto estetico dall’oggetto non estetico. È un tema caro a uno degli organizzatori di questo incontro: credo che la posizione di Marco Giovenale sia sulla linea di Emilio Garroni, cioè in quella lettura della terza critica di Kant che non vede distinzione possibile tra oggetto estetico e oggetto non estetico. Continua a leggere

Il testimone auricolare

b58622940bbc38c15f89a8ee04bc02f1_w_h_mw650_mhLeggere Elias Canetti. Scovare Elias Canetti un giorno, per caso, in una libreria Feltrinelli del centro città. Scovare un libretto che è una raccolta di racconti, o meglio di tipologie umane e disumane, o meglio ancora è un breviario e/o bestiario di figurazioni alchemiche e stranianti, quasi per dispetto e gioco di sfida appositamente disumanizzate, al fine di rendere ancora più intrigante e misterioso il certamen al rovescio del lettore segugio, del lettore detective, del lettore finalmente testimone. Continua a leggere

La cognizione della scrittura

Carlo_Emilio_Gadda

Prendo in prestito un passaggio de La cognizione del dolore, in cui Carlo Emilio Gadda analizza magistralmente l’altalena psicotica e emotiva a cui è soggetto, nella gran parte dei casi, lo scrittore tipo.

Sapeva, sapeva.

Ciò non ostante gli piaceva talora di fantasticare: e si lasciava fare come una carezza, da chi? da chi? se non dalla vana luce d’un pensiero, labile come raggio d’autunno.

Immaginava che qualche sodalizio gli avrebbe regalato un piccolo orologio, da polso, visto che nessuna donna ci aveva pensato, mai: nessuna donna? la mamma, la povera mamma. Fantasticava che la patria maradagalese lo incuorasse a perfezionare quel suo scarabocchio di romanzo:

e te molesta incita
di poner fine al Giorno
per cui, cercato, a lo stranier ti addita. Continua a leggere

La scrittura come progetto

Giulio Marzaioli

La realizzazione di grandi infrastrutture trova nella fase di progettazione il momento determinante. La fase esecutiva, infatti, sarà caratterizzata dalla ponderazione di tutti gli scostamenti dal progetto che – in termini di varianti, maggiori costi e maggiori tempi – Committente e Appaltatore dovranno gestire nel rapporto contrattuale (le previste modalità di realizzazione di una galleria, ad esempio, risulteranno più o meno aggiornate a fronte delle sorprese geologiche che si saranno incontrate, dall’apertura del così detto “foro pilota” sino all’abbattimento dell’ultima parete, in gergo chiamata “diaframma”). Continua a leggere

Urgenza di dire dello scrivere

Qualche settimana fa mi sono addormentata ascoltando l’intervista di un giovane scrittore italiano, giovane dacché italiano, cioè, di età indefinitamente compresa fra i 30 e i 40 anni.

Veramente non l’ho solo ascoltata, l’intervista, l’ho proprio guardata, su uno di quei canali di letteratura che puoi reperire in streaming, on demand, sul pc, verso le due di notte, quando non riesci a dormire, o non hai voglia di farlo, perché c’è ancora caldo, nonostante sia già arrivato l’inverno, dicono.

Fatto sta che questo scrittore raccontava di come s’è trovato a concepire il suo primo romanzo, esperienza questa che gli è proprio capitata per caso, o così sembrerebbe, stando a quanto dice lui alle due di notte, anche se forse l’intervista l’aveva rilasciata di pomeriggio, chissà, dopo aver mangiato un tramezzino, prima di prendere il caffè.

Sicuramente non aveva bevuto nemmeno un goccio di caffè, il giovane scrittore prima dell’intervista, oppure non ne aveva bevuto abbastanza, magari non ci aveva nemmeno fatto colazione, insomma si vedeva chiaramente che aveva un gran sonno, e che la notte non riesce a dormire molto, lui. Continua a leggere