Il circo politico di Pep Marchegiani

Circo ItagliaEsistono libri che arrivano al momento giusto, non solo perché per certi versi incarnano il proprio tempo, ma anche e soprattutto perché di quel tempo contengono il contravveleno. È il caso del Circo Itaglia di Pep Marchegiani (NEO Edizioni), artista neo-pop dotato di una vis politica e satirica di notevole intensità.

Un libro apparentemente tutto da ridere, giacché vi sfila una galleria di personaggi dell’affollato mondo della politica italiana, tutti truccati da pagliacci – siamo al circo, appunto – e ciascuno dotato del proprio “numero”, ossia una frase, spesso memorabile nella sua idiozia, che li inchioda per sempre. In realtà, queste figure multicolori, tratteggiate con uno stile che sta a metà tra quello della vignetta satirica e quello del cartellone pubblicitario, non provocano affatto il riso (in fondo sono clown tristi) e al massimo strappano appena un sorriso, giacché dietro quei colori sgargianti si scorge una profonda miseria. La miseria morale di quel circo, accanto alla miseria materiale che quel circo medesimo produce, cioè l’Itaglia, come la chiama l’artista. Continua a leggere

Salire e scendere in politica

https://i1.wp.com/st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2012/11/monti-berlusconi-interna-nuova.jpgNel suo celebre discorso del 26 gennaio 1994, Silvio Berlusconi annunciò in tv agli italiani la propria decisione di «scendere in campo» per occuparsi della cosa pubblica. L’espressione conteneva una duplice accezione: da un lato aveva toni bellicosi e serviva a mostrare la volontà – una volontà quasi da eroe, o da supereroe – di dar battaglia nell’agone politico; dall’altro soprattutto ammiccava alle masse appassionate di sport, per ricordare loro il valore di un uomo che doveva le proprie fortune anche al fatto di essere presidente di una squadra vincente.

Quando, quasi diciannove anni dopo, Mario Monti ha annunciato di volersi candidare alle elezioni, ha utilizzato invece un’espressione diversa, «saliamo in politica». Continua a leggere

Il postmoderno, ex post

La notizia della pubblicazione in Italia di Teoria degli adattamenti di Linda Hutcheon (Armando Editore) dà da pensare. Si tratta del primo libro della Hutcheon tradotto in Italia, e questo è sicuramente un bene (verrebbe da dire che era ora); eppure la notizia buona mette in luce il terribile ritardo con cui arriva nel nostro paese il pensiero critico dell’autrice canadese. Hutcheon è la classica figura molto citata, ma poco letta; in questo è in buona compagnia, assieme all’altro studioso e teorico del postmodernismo, o postmoderno che dir si voglia, Fredric Jameson, la cui opera fondamentale è stata tradotta in Italia “soltanto” sedici anni dopo la pubblicazione originale. Continua a leggere