La nota biografica

Ancora notizie dal «Corriere della Sera».
Edoardo Camurri ha scritto un bell’articolo riguardo le biografie degli autori che possiamo leggere in quarta di copertina, come paratesto-plustesto dei loro stessi libri, spesso non parimenti interessanti e di valore.
Quel che importa, qui, non è tanto citare nome o episodio specifici, bensì ragionare più schiettamente su quanta rilevanza sia arrivata ad assumere, oggi, la costruzione di un personaggio autoriale ben prima che attanziale, e soprattutto quanto questa costruzione, potremmo dire romanzesca, contribuisca realmente a incrementare o depauperare l’ordinativo e le vendite editoriali effettive.

In altri termini: se la silloge poetica sia stata scritta dallo sbarbatello piacente di turno o dalla signorotta attempata con gravi carenze economiche e affettive, se il romanzo d’esordio sia frutto del genio di un autore venuto dai paesi dell’Est o piuttosto dell’estro vitalistico del garzone del pane di quartiere, quanto tutto ciò può realmente fare la differenza, sul listino dei rendiconti delle vendite? Continua a leggere

Trionfano le idee al posto dei numeri. (Variazioni sul tema)

Bastano i numeri, per tutto. Ci sono le elezioni (per la politica) le aste (per l’arte) le classifiche (per la letteratura). Nessuno, oggi, si pone i problemi del perché scrivere e di come scrivere. Sono cambiati i tempi e anche le ragioni della scrittura. Il cavalier Marino, nel Seicento, diceva che lo scopo del poeta è stupire: chi non sapeva stupire, secondo lui doveva cambiare mestiere. Oggi lo scopo dello scrittore, come quello del politico, è entrare nel paradiso dei numeri.

Così Sebastiano Vassalli, dalle pagine del «Corriere della Sera», analizza uno dei fenomeni, a suo avviso, più preoccupanti della nostra contemporaneità, sia dal punto di vista letterario che sul versante sociale e umano in toto.

E lo fa, senza giri di parole, in un articolo dal titolo esemplare: Trionfano i numeri al posto delle idee. Continua a leggere