Il trionfo di Sherwood Anderson

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C’è chi riesce a salvarsi accettando le contraddizioni della propria situazione e chi da quelle contraddizioni verrà lacerato.

Così Daniele Suardi introduce Il trionfo dell’uovo, la celebre raccolta di racconti di Sherwood Anderson, pubblicata per la prima volta nel 1921 e ora, finalmente, tradotta e disponibile in Italia, grazie alla Piano B Edizioni.

E dalla contraddizione, esattamente, si parte e si arriva, allo stesso tempo, nella lettura vibrante e solo all’apparenza dissociata dei quindici ottimi racconti del libro, con un’ iniziale noterella autorale, che è una canzone non canzone, potremmo definirla così, una sorta di epigrafe non programmatica in cui si denuncia espressamente l’incapacità che hanno in nuce le storie di essere comunicate, o almeno, di essere comunicate secondo i crismi canonici imposti dalle cosiddette leggi della narrazione (scritta).

Le storie sono persone sedute sui gradini della porta d’ingresso della mia immaginazione.

scrive Sherwood

Fuori fa freddo e loro stanno lì sedute, aspettano.

Io le guardo dalla finestra. Continua a leggere

Dialogo di Siri e di un amico

Ieri, sul «Corriere della Sera», fra le pagine dell’inserto culturale «La Lettura», è apparsa un’intervista tanto divertente, se vogliamo, quanto decisamente inquietante.

Si tratta di una vera e propria conversazione, anche se la sola definizione dialogica basterebbe già a far accapponare la pelle, tra un uomo, Alessandro Beretta, e un software della Apple, Siri. Continua a leggere

“Odi” et Amo

Nel 2011 è stato pubblicato dalla Miraggi Edizioni un simpatico volumetto poetico, dal titolo tanto accattivante quanto pericolosamente assimilabile ad un ennesimo sequel del brutto capolavoro narratologico di Federico Moccia.

Ti amo ma posso spiegarti, dunque, porta la firma di Guido Catalano, poeta e performer dell’area torinese, uno di quei tipici quarantenni dall’apparenza sbruffona e assai gioviale, che forse non sarà proprio il classico fine erudito – come mi vien da pensare – ma che però/perciò merita che gli si tributi una qualche critica attenzione.

Prendo dunque questo libretto un po’ per celia, un po’ per curiosità: voglio vedere fino a che punto si spinge la presa in giro del corrivo romanticismo poetico italiano, cerco di capire se per caso trattasi dell’ennesimo esperimento di marketing, seppure blandamente camuffato da satira sociale impenitente.

Insomma, com’è come non è, il gioco tutto sommato non mi dispiace, anzi, mi attira. Continua a leggere

Antielogio della semplicità

Ti dirò chiaro ciò che vuoi sapere, / non per enigmi: con parole semplici, / come è giusto parlare a chi ci è caro.

Προμηθεύς δεσμώτης

Manifesto della contrarietà

Manifesto della contraddizione

Manifesto della conflittualità

Insomma basta con le parole semplici. Ovviamente siamo agli opposti. Che si destini alla conclusione questa filosofia della semplificazione. No a che tutto venga semplificato, che tutto debba essere ridotto ai minimi termini, a un ipotetico grado zero della scrittura. Continua a leggere

Per Elio Pagliarani, un dialogo

A partire da Oggetti e argomenti per una disperazione

 

 

 

 

Che sappiamo noi oggi della morte
nostra, privata, poeta?
………………………… Poeta è una parola che non uso
di solito, ma occorre questa volta perché
respinti tutti i tipi di preti a consolarci non è ai poeti che tocca dichiararsi
sulla nostra morte, ora, della morte illuminarci?

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