E se smettessimo di chiamarli migranti?

Provo insofferenza per la parola migrante, che certo è la più lieve tra quelle ignobili sentite negli ultimi anni (per esempio clandestino). Ho la sensazione che conferisca al fenomeno qualcosa di naturale, come se i migranti si spostassero per ragioni di specie. Insomma come le rondini (che sono appunto di una specie diversa dalla nostra). Sono arrivate le rondini sotto il solito cornicione, sono sbarcati i migranti sulla solita spiaggia…

No, in queste migrazioni non c’è nulla di naturale. Continua a leggere

Solo per chi non ha più speranza

Il 3 ottobre 2013 il mare di Lampedusa si trasforma in un cimitero, e forse la cosa migliore sarebbe tacere. Tacere tutti, tuttavia nemmeno io so resistere alla tentazione di parlare. Anzi di urlare.

Perché l’Italia, l’Europa, il mondo, si sono confermati per quello che sono: meccanismi inceppati che si ripetono sempre uguali, incapaci di una trasformazione, di un movimento diverso. Continua a leggere