Fine della happening poetry?

[Con questo articolo, Portbou inaugura una nuova sezione, destinata a ospitare contribuiti esterni. Cominciamo con questo testo di Giulio Marzaioli, già apparso sul n. 5 (aprile 2012) dei «Quaderni del Teatro di Roma».]

Giulio Marzaioli

I matematici possono dimostrare solo teoremi banali perché ogni teorema che viene dimostrato è necessariamente banale.

R. Feynman

È percezione comune a molti che la lettura in pubblico sia sempre più occasione di incontro, anziché incontro d’occasione. A discapito dell’opera e della produzione di senso che dovrebbe scaturire da un momento di confronto, si rischia che ad emergere siano soprattutto gli autori, o meglio la loro presenza, con conseguente e inevitabile ombra su ciò che dovrebbe essere effettivamente al centro dell’attenzione: il testo. Il fenomeno si inquadra in una situazione di contorno caratterizzata da almeno due fattori determinanti: la riduzione delle possibilità di produzione e diffusione della scrittura a livello editoriale e, al contempo, la speculare apertura offerta dalla rete alla trasmissione di qualsiasi scrittura, che proprio nella rete trova possibilità e limiti, in un sistema fortemente connotato da meccanismi di auto-referenzialità. Ecco che la lettura in pubblico diviene ambìto e consueto (nonché, spesso, unico) luogo di reciproco riconoscimento. Continua a leggere

Annunci