EX.IT – Antologia fuori contesto

Francesca Fiorletta e Massimiliano Manganelli

Ieri è stata presentata per la prima volta a Roma l’antologia di EX.IT – Materiali fuori contesto, a cura di Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Giulio Marzaioli e Michele Zaffarano.

Questo, dunque, il primo frutto dell’incontro di Albinea (RE) dello scorso aprile, che ha visto coinvolti poeti e critici, i primi direttamente parlanti e agenti sulla scena, i secondi ufficialmente silenti, finalmente e per una volta impiegati nel puro ascolto e nella piena fruizione dei lavori esposti dagli autori chiamati a partecipare al e soprattutto del progetto EX.IT. Continua a leggere

EX.IT – Voci dal contesto

2013-04-14 12.49.07

Ancora pareri e impressioni, questa volta dai diretti organizzatori della manifestazione.

A Giulio Marzaioli e Marco Giovenale abbiamo chiesto perché fuori contesto. Ecco le loro risposte.

Marzaioli:

Giovenale:

Al termine delle tre giornate, poi, abbiamo domandato a Mariangela Guatteri e a Michele Zaffarano di darci un bilancio complessivo.

Guatteri:

Zaffarano:

EX.IT – Seconda giornata

Nei testi di Fiammetta Cirilli e di Mariangela Guatteri, pur diversissimi tra loro, torna l’ossessione degli spazi chiusi, ordinati, incatenati. Lo spazio domestico e quello manicomiale diventano universi concentrazionari, con il risultato di mostrare la dicotomia tra schiavitù e libertà.

Questa stessa dicotomia si ripropone nel ragionamento sulla scrittura, tanto in Giulio Marzaioli, con la sua procedura di rovesciamento prospettico, tanto in Jean-Marie Gleize, che, partendo dalla vertigine del buio, arriva a ipotizzare una pagina nera: «Perhé il nero sta già lì. Uno scrivere che viene strappato a quel fondo».

Un’altra linea vede la continua interrogazione dell’opera stessa: è il caso di Rachel BlauDuPlessis col suo «elenco di oggetti inesplorabili», di Roberto Cavallera («avte visto in sogno una tal cifra com’era disegnata?») e soprattutto dell’esilarante muro di domande di Ron Silliman.

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La scrittura come progetto

Giulio Marzaioli

La realizzazione di grandi infrastrutture trova nella fase di progettazione il momento determinante. La fase esecutiva, infatti, sarà caratterizzata dalla ponderazione di tutti gli scostamenti dal progetto che – in termini di varianti, maggiori costi e maggiori tempi – Committente e Appaltatore dovranno gestire nel rapporto contrattuale (le previste modalità di realizzazione di una galleria, ad esempio, risulteranno più o meno aggiornate a fronte delle sorprese geologiche che si saranno incontrate, dall’apertura del così detto “foro pilota” sino all’abbattimento dell’ultima parete, in gergo chiamata “diaframma”). Continua a leggere

Non l’ho letto, però ho visto il film

Giorni fa, in Fine della happening poetry?, Giulio Marzaioli poneva un problema tanto evidente quanto sottaciuto, problema che si presenta ogni qualvolta ci si trova davanti all’invito a un reading poetico: l’incontro tra la poesia e il suo pubblico. Anzi, per essere più precisi, la costituzione e la consistenza di un pubblico della poesia.

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La lettura privata

Giulio Marzaioli

Se tanto si può riflettere in merito alla questione della “lettura in pubblico” (vedi il precedente intervento), non meno si può considerare quante implicazioni celi l’effettivo – o non effettivo – esercizio della lettura privata di autori contemporanei, sia da parte del lettore/critico, che da parte degli autori stessi. Continua a leggere