Urgenza di dire dello scrivere

Qualche settimana fa mi sono addormentata ascoltando l’intervista di un giovane scrittore italiano, giovane dacché italiano, cioè, di età indefinitamente compresa fra i 30 e i 40 anni.

Veramente non l’ho solo ascoltata, l’intervista, l’ho proprio guardata, su uno di quei canali di letteratura che puoi reperire in streaming, on demand, sul pc, verso le due di notte, quando non riesci a dormire, o non hai voglia di farlo, perché c’è ancora caldo, nonostante sia già arrivato l’inverno, dicono.

Fatto sta che questo scrittore raccontava di come s’è trovato a concepire il suo primo romanzo, esperienza questa che gli è proprio capitata per caso, o così sembrerebbe, stando a quanto dice lui alle due di notte, anche se forse l’intervista l’aveva rilasciata di pomeriggio, chissà, dopo aver mangiato un tramezzino, prima di prendere il caffè.

Sicuramente non aveva bevuto nemmeno un goccio di caffè, il giovane scrittore prima dell’intervista, oppure non ne aveva bevuto abbastanza, magari non ci aveva nemmeno fatto colazione, insomma si vedeva chiaramente che aveva un gran sonno, e che la notte non riesce a dormire molto, lui. Continua a leggere

Choosy don’t cry

Se n’è parlato davvero tanto, forse anche troppo, nelle ultime settimane.

È apparso su tutti i giornali, le radio, le televisioni, saltava fuori ovunque navigando sul web, bevendo un amaro al bar sotto casa, riecheggiava dal verduraio, alla fermata dell’autobus, in fila alla posta: «oh, ma hai sentito: choosy?».

Choosy è la parola brutta dell’autunno, il tormentone mediatico, come si dice: tocca farsene una ragione.

Inutile provare a non occuparsene, evitare di accanirsi contro una così vieta castroneria tutta fulgidamente italiota, fingere che non sia mai stato pronunciato nessun aggettivo simile da nessun politico in carica durante nessuna conferenza stampa ufficiale.

Inutile persino rigettare l’anglofonia disperante di ritorno dall’emisfero cerebrale deputato alle nostre più intime conversazioni interpersonali.

In una parola: inutile stare qui a fare i choosy, gli schizzinosi, appunto, ancora e ancora. Continua a leggere