La poesia ininterrotta di Vincenzo Ostuni

Quando in un testo compare la Natura (con tanto di iniziale maiuscola) «stronza pazza […] e non madre e neppure matrigna (sarebbe quasi lo stesso)», com’è ovvio viene subito in mente Leopardi. Certo, si potrebbe pensare a una parodia, se non fosse che questo verso è scritto da un poeta decisamente lontano da intenti parodistici com’è Vincenzo Ostuni. In questo Faldone Zerotrentanove, terza tappa su carta di quel progetto sostanzialmente infinito che si chiama, appunto, Faldone (il sottotitolo del volume – edito da Nino Aragno nella bella collana «i domani» – è Estratti 2007-2010, I) sembra definirsi ulteriormente il vero carattere dello scrivere di Ostuni, un carattere che lo colloca in una linea di poesia cogitante, o addirittura gnomica, senz’altro dotata di una nobile tradizione nella nostra letteratura, ma comunque minoritaria. Continua a leggere