L’ultimo ballo di Charlot

2943-3«Queste ultime ore le voglio passare con te.

Ci sono così tante cose che devo dirti.

Mi sono vestito di tutto punto, come una volta, ho truccato gli occhi di ombretto nero e aperto di nuovo la scatola dei baffi finti: se non li metto nel modo giusto, è finita.

Ora ti scrivo da questo piccolo tavolo di legno di bosso, in un angolo della mia stanza. Sono convinto che sui tavoli piccoli, non ingombranti, le idee restino raccolte e non si debba inseguirle lungo il muro, come le lucertole o i gechi, così basta allungare il braccio e prenderle per la coda.»

Questa è la storia di una lettera, una lettera che un uomo in punto di morte scrive al suo ultimo, giovanissimo figlio, per confidarsi con lui, raccontargli tutte le sue più intime esperienze del passato, e sperare così di prendere congedo dalla sua famiglia nel modo migliore possibile, dimostrando tutto l’amore paterno che ha nutrito in vita e che continuerà a nutrire sempre, anche quando sarà definitivamente calata la notte. Continua a leggere

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