Amore e telefono

Scriveva Roland Barthes nel 1977: «s’angoisser du téléphone: véritable signature de l’amour». E questa angoscia del telefono, che forse nessuno ignora, ha un volto duplice: l’angoscia della telefonata che non arriva, di un’attesa che si prolunga oltre ogni tollerabilità; e l’angoscia del mezzo medesimo, si potrebbe dire, quella provocata dalla sua assoluta inadeguatezza alla dimensione amorosa, che reclama la presenza del corpo.

Di quest’ultima condizione testimonia un ormai celebre testo sanguinetiano, il numero 19 di Scartabello 1980 (quindi di non molto successivo alla osservazione di Barthes), dove si legge: Continua a leggere

Appunti su “La grande anitra” di Andrea Inglese

«Siamo dentro un’anatra cotta
come Giona nel ventre della balena ma è un’anitra cotta
io Minnie e il guardiano notturno»

Comincia così La grande anitra (Oèdipus) di Andrea Inglese. Un libro davvero degenere, nel senso che non si preoccupa di collocarsi in maniera precisa tra prosa e verso, tra saggio e narrazione. È scrittura, semplicemente. Che cos’è dunque l’anitra del titolo? Forse «il solito dispositivo globalizzato», forse un universo distopico, forse semplicemente un rimando a Pinocchio e alla sua immersione nel ventre di tutt’altro animale (peraltro nominato nel secondo verso citato). Continua a leggere

Gian Pietro Lucini, centenario

Nei clamori del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale, è passata praticamente inosservata (manco a dirlo) un’altra ricorrenza sempre legata a quel fatidico 1914. Nel luglio di quell’anno, infatti, morì Gian Pietro Lucini: le fonti discordano sulla data di morte, che varia tra il 13 e il 14. Benché sia pressoché certa la prima, piace pensare, in considerazione delle passioni rivoluzionarie coltivate dallo scrittore, che sia morto il 14 luglio, data ineludibile della nostra storia. C’è poi un’altra suggestione alla quale è difficile sottrarsi: lo scrittore morì poco prima dell’esplosione della Grande Guerra, lasciando in bozze il suo Antimilitarismo, testo che quasi prefigurava quello che sarebbe avvenuto nei cinque anni successivi. Continua a leggere

Prose dal dissesto

pds[Pubblichiamo un corposo estratto dall’ultimo lavoro critico di Massimiliano Borelli, Prose dal dissesto. Antiromanzo e avanguardia negli anni sessanta, edito a gennaio di quest’anno da Mucchi, nella collana Lettere Persiane curata da Luigi Weber.

Nello specifico, viene qui analizzata la costruzione narrativa dei personaggi di Edoardo Sanguineti, con chiaro riferimento alla fenomenologia psicosomatica di Georg Groddeck.
Buona lettura!]

Massimiliano Borelli

Il personaggio sanguinetiano viene insomma tutto modellato sulla superficie: maschera senza anima, priva di un sistema psicologico-sentimentale coerente, esso si risolve in una epidermide che è tuttavia sempre sull’orlo del tracollo, della penetrazione, della corrosione (proprio come è per gli esemplari pittorici dei suoi sodali artisti). Continua a leggere