CRITICA LETTER’aria

CRITICA (parziale) testo primo

DEFINIZIONE

«(Questo libro può) vantare uno dei requisiti principali che si richiedono ad un’opera prima: tentare la novità, calarsi in un mondo non ancora descritto».

Ecco, in questa sentenza tracimante certezze, di un critico di un noto inserto culturale italiano, il senso di tutta la critica oggi imperante, della critica che sento, ascolto, leggo, che vedo dominare il panorama culturale italiano, come si usa dire.

Uso questo lacerto di testo come paradigma della presunta critica letteraria non perché l’autore del pezzo sia più colpevole di altri ma perché è emblematico il suo dire. Cercate il nuovo, ci esorta il critico, nel contenuto, nel non ancora descritto. Cercate di descrivere un contenuto nuovo. Continua a leggere

Prose dal dissesto

pds[Pubblichiamo un corposo estratto dall’ultimo lavoro critico di Massimiliano Borelli, Prose dal dissesto. Antiromanzo e avanguardia negli anni sessanta, edito a gennaio di quest’anno da Mucchi, nella collana Lettere Persiane curata da Luigi Weber.

Nello specifico, viene qui analizzata la costruzione narrativa dei personaggi di Edoardo Sanguineti, con chiaro riferimento alla fenomenologia psicosomatica di Georg Groddeck.
Buona lettura!]

Massimiliano Borelli

Il personaggio sanguinetiano viene insomma tutto modellato sulla superficie: maschera senza anima, priva di un sistema psicologico-sentimentale coerente, esso si risolve in una epidermide che è tuttavia sempre sull’orlo del tracollo, della penetrazione, della corrosione (proprio come è per gli esemplari pittorici dei suoi sodali artisti). Continua a leggere

La militanza non è una strategia per trovare marito

Il rientro dalle vacanze, si sa, è traumatico quasi sempre per quasi tutti. Lo è poi ancor di più per chi non sa ancora bene esattamente in quale tipo di quotidianità ricominciare ad arrabattarsi.

Questo, sia chiaro fin da subito, non vuole essere un semplice sfogo privato, sebbene l’autobiografia del momento risulterà certamente esemplificativa della questione paradigmatica che vado esponendo in queste poche righe.

Parliamo di militanza. Parliamo dell’ingestibile mole di scrittori e/o aspiranti tali che intasa quotidianamente la posta (elettronica e non) di blogger alle prime armi, di recensionisti alacri dell’ultimo minuto, di critici letterari il cui statuto ontologico è legittimato solo da un certo blando titolo accademico che parrebbe testimoniarlo, e via discorrendo.

Tutti scrittori e/o aspiranti tali pronti a giurare sul pregio della loro silloge, del loro romanzo d’esordio, o peggio, della loro diciassettesima plaquette pubblicata con l’ultima delle più ignote case editrici a pagamento della provincia italica.

Cosa vogliono, questi artistoidi non prezzolati? Cosa cercano, cosa si aspettano dallo sconosciuto signor x al quale si rivolgono con tanto zelo, cotidie? Basta loro un benché minimo spicchio di visibilità, un link preimpostato sul social network della dimenticanza fast and furious, un surrogato di placido riconoscimento para letterario, a garantire l’illusione di diffondere il verbo culturale oltre i limiti del cortiletto familiare? Fin qui, non ci sarebbe neanche troppo da stupirsi.

Ma cosa sono disposti a dare, in cambio del sogno di gloria, questi splendidi martiri del sottobosco poetico e narrativo contemporaneo? Noia. Continua a leggere

Scrittura e giudizi

Spesso il giudizio di scrivere ho incontrato.

Patrimonio dei lettori passaparolisti di un tempo e dell’oggi, era ed è una formula che usavano dirsi di uno scrittore nel mentre consumavano il loro prodotto ultimo:  «è scritto bene». Nell’ascolto della sintesi critica, mi balenava istantanea la domanda: che cosa significa questa proposizione? Ho provato nel corso del tempo ultimo a fornirmi delle spiegazioni, interpretando il detto come fosse un cumulo di sbagliate metafore o, a volte, come una sorta di sostituzione del non “so che dire” con una formula che interdiceva l’interlocutore senza possibilità di replica. (Se sostengo una tesi così estrema, ho certo una possibilità di essere interpretato come valido teorico della scrittura). Continua a leggere