Amore e telefono

Scriveva Roland Barthes nel 1977: «s’angoisser du téléphone: véritable signature de l’amour». E questa angoscia del telefono, che forse nessuno ignora, ha un volto duplice: l’angoscia della telefonata che non arriva, di un’attesa che si prolunga oltre ogni tollerabilità; e l’angoscia del mezzo medesimo, si potrebbe dire, quella provocata dalla sua assoluta inadeguatezza alla dimensione amorosa, che reclama la presenza del corpo.

Di quest’ultima condizione testimonia un ormai celebre testo sanguinetiano, il numero 19 di Scartabello 1980 (quindi di non molto successivo alla osservazione di Barthes), dove si legge: Continua a leggere

La citazione, vi prego, sull’amore (erotico)

Immagineil museo dell'innocenzaOggi è la festa degli innamorati, ma non mi dilungherò affatto sul tema, possiamo stare tranquilli! Sappiamo già, in buona sostanza, tutto quello che c’è da sapere e, per la verità, siamo fin troppo bombardati, quotidianamente, proprio dalle cose che sarebbe anche meglio, piuttosto, non sapere (più) sull’argomento erotico.

Quello a cui forse non pensiamo assai spesso, invece, è che esistono pure molti modi differenti per raccontare l’eros, a dispetto dei media canonizzanti, del bolso filone che chiameremo per comodità porno-soft e/o più specificatamente afferente alla narrativa rosa (quello che imperversa tra gli scaffali delle maggiori librerie, per intenderci, oltre che fra gli elenchi di vendita delle classifiche internazionali) e dei tardi feuilleton per avventori annoiati che campeggiano ancora spesso nelle edicole nostrane.

Perché non indugiare allora un po’ su questi modi altri, probabilmente più genuini e decisamente più letterari (in senso stretto, almeno) di raccontare l’incontro amoroso? Continua a leggere

Consigli pratici di sopravvivenza alla continuazione del mondo. (2) Philip Roth

l_'animaleVa bene, anche questo 25 dicembre l’abbiamo lasciato alle spalle, ma siamo ancora nel bel mezzo delle festività natalizie, pur sempre presi a organizzare pranzi e cene con le dovute tovaglie rosse, il fiore all’occhiello e la palpebra all’ingiù.

Altri aiuti, ci servono. Ancòra letteratura, invochiamo, àncora di salvezza.

Il secondo consiglio di sopravvivenza alla continuazione del mondo è un libro che tratta, sostanzialmente, di tutto: d’amore, di morte, di sesso, di solitudine, di malattia e di paura. Soprattutto di paura, direi. Continua a leggere

Commiato da Andromeda

In quella voce l’amore, la stanchezza, un tremore infantile, una rabbia fredda, tutto si prepara, una turbolenza.

Vincitore del Premio Ciampi, edito dalla casa editrice Valigie Rosse nel 2011, il Commiato da Andromeda di Andrea Inglese è un libro delicatissimo e struggente, modulato su un apparato testuale continuamente cangiante e supportato da una struttura lessicale molto colta e attenta, mai slabbrata, sempre puntuale e profonda.

Inglese racconta quindi di un commiato invero molto personale, di un distacco sempre molto doloroso, ossia della fine di una storia d’amore lunga, tormentata e molto complessa nel suo continuo articolarsi; una storia che fu amara e illusoria insieme, e che riverbera tutta la sua contingente irrazionalità negli strascichi pesanti che lascia, e nelle riflessioni a latere che pure ciascuno suole compiere, d’abitudine, trovandosi a fronteggiare un abbandono. Continua a leggere

“Odi” et Amo

Nel 2011 è stato pubblicato dalla Miraggi Edizioni un simpatico volumetto poetico, dal titolo tanto accattivante quanto pericolosamente assimilabile ad un ennesimo sequel del brutto capolavoro narratologico di Federico Moccia.

Ti amo ma posso spiegarti, dunque, porta la firma di Guido Catalano, poeta e performer dell’area torinese, uno di quei tipici quarantenni dall’apparenza sbruffona e assai gioviale, che forse non sarà proprio il classico fine erudito – come mi vien da pensare – ma che però/perciò merita che gli si tributi una qualche critica attenzione.

Prendo dunque questo libretto un po’ per celia, un po’ per curiosità: voglio vedere fino a che punto si spinge la presa in giro del corrivo romanticismo poetico italiano, cerco di capire se per caso trattasi dell’ennesimo esperimento di marketing, seppure blandamente camuffato da satira sociale impenitente.

Insomma, com’è come non è, il gioco tutto sommato non mi dispiace, anzi, mi attira. Continua a leggere