in cerca di Moby Dick

Il 18 ottobre 1851 veniva dato alle stampe Moby-Dick or The Whale, romanzo che venne poi considerato il capolavoro assoluto dello scrittore e critico letterario statunitense Herman Melville.

La storia è nota ai più: Ismaele, l’io narrante, apparentemente esterno ai fatti, racconta dell’estesa battuta di caccia dal capitano Achab e del suo equipaggio, a bordo del Pequod, baleniera-mostro marino essa stessa, in primis.

Moby Dick è chiaramente il trofeo più ambito, l’enorme capodoglio, presto feticcio, la cui cattura diviene una vera e propria ossessione maniacale per i naviganti. Continua a leggere

A gran giornate

Mi trovo davanti a un romanzo, anzi, veramente, come recita la quarta di copertina, a “un esilarante romanzo picaresco, un’allegoria della vita per leggere con uno sguardo nuovo i nostri giorni”.

Mi trovo davanti, ancor più precisamente, all’ultimo romanzo di Claudio Morandini, pubblicato quest’anno per le edizioni La Linea, nella collana Tam Tam, libro dalla copertina naturista e assai evocativa, con alberi spogli su sfondo plumbeo, e una mole mediamente considerevole di più di duecentocinquanta pagine di narrazione.

Mi viene subito da pensare: “Sarà un po’ pretenzioso”.

Resto però altamente incuriosita, in special modo, devo confessarlo, dalla dedica dell’autore, che recita: “La vita fugge – con quel che segue”.

E in effetti, dopo attenta e meditata lettura, questa è proprio la definizione che darei all’intero romanzo di Morandini, se mi venisse chiesto di riassumerne l’impressione in una sola frase. Direi esattamente: “La scrittura fugge – con quel che segue”. Continua a leggere

Biglietto, prego

Tempo di vacanze. Chi prima, chi dopo, stiamo tutti riempiendo trolley e bagagli a mano, pronti ad allontanarci dal torrido agosto cittadino, in cerca di qualche giorno di refrigerio.

Che l’oasi prescelta resti soltanto metaforica o sia piuttosto geograficamente localizzata, c’è comunque bisogno di fresche e vivaci letture, che ci facciano godere appieno del tanto sospirato angolo di relax.

Alex Pietrogiacomi ha curato una raccolta, molto raffinata e intelligente, che non funge solo da eventuale accompagnamento al viaggio, ma riesce proprio a farsi viaggio stesso, col suo ampio portato di dettagli fotografici e di immaginifiche suggestioni in movimento.

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E Volponi?

Più che dagli scaffali delle librerie, dal nostro dibattito culturale sembra scomparso Paolo Volponi. Di altri autori del Novecento non si finisce mai di parlare (Pasolini su tutti), anche a sproposito, ma di Volponi si dice poco o nulla. Sembra autore chiuso in una dimensione politico-locale, riservato a comunisti e marchigiani, per semplificare. Minoranze, appunto. Continua a leggere