Il paesaggio della parola: Alessandro Broggi

IMG_20131110_163249Nel gennaio 2009 Alessandro Broggi pubblica nuovo paesaggio italiano, per Arcipelago Edizioni, il nono libro della collana ChapBook, diretta da Michele Zaffarano e Gherardo Bortolotti.

La sensazione è quella di trovarsi in una camera oscura, con le pareti tappezzate di negativi, di volti e luoghi da sviluppare, frammenti temporali di più o meno lucida esistenza che l’autore definisce: nuove situazioni.

Ogni pagina del libro si compone dunque, principalmente, di immagini, spesso accomunabili le une con le altre, più spesso ancora sovrapponibili, in perfetta contrapposizione dialogica, seguendo una girandola testuale di ossimorica tensione ragionativa oltre che di perfetta resa del reale vivere quotidiano.

Voci di donne e di uomini che si raccontano attraverso spaccati di esperienze, più o meno dolorose, comunicando con un linguaggio netto, trasparente, ironicamente votato alla banalità. Continua a leggere

Annunci

EX.IT – Ancora sulla seconda giornata

Dopo la rassegna delle fobie e delle ossessioni condotta da Marco Giovenale, con una continua interrogazione sul linguaggio e sulle sue forme di semplificazione, esasperate fino a sfiorare (e quindi finalmente rivelare) la più ostinata menzogna della comunicazione, Alessandro Broggi c’introduce in un altro universo fasullo eppure, al contempo, esasperatamente reale: quello del disagio sociale, del plagio martellante che deriva e determina il vituperato senso comune.

Si tratta di una quotidianità mediatica e messianica, in cui «l’assedio delle informazioni» è preso a modello quale «unico referente emozionale» e la pretesa omologazione interpersonale svela, a ben guardare, tutto il suo potere alienante e costrittivo, ancora una volta claustrofobico e ossessionante. Siamo davanti, tanto per dare un’immagine, a supermercati che restituiscono la più empatica idea di famiglia, con un evidente surrogato tragicomico, misto di giocattoli alienanti e di fiabe appositamente preconfezionate.

Fiabe non certo ingenue sono pure le avventure del Leprotto di Andrea Raos, che apre tutta una serie di collegamenti Skype americani, in cui compaiono Jennifer Scappettone e Charles Bernstein, il quale si prodiga in un’esilarante e corrosiva abiura, parodicamente in favore dei «poeti accessibili».