Post scriptum a Draft e notille su alcune scritture di ricerca

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Marco Giovenale, consist

Marco Giovenale

fortunatamente perdiamo informazioni, di continuo, e questo sgretolamento è un modo come altri per sopravvivere.

tale perdita è in grado di emettere radiazioni e stringhe di senso-non-senso che non hanno (che possono non avere) poi a loro volta valori informativi. non recuperano. non ce la fanno. possono non farcela – ad arrivare a nulla. (frecce che fabbricano in volo il proprio bersaglio: poi lo dissolvono un momento prima dell’impatto).

non stanno entro termini di retoriche connotate da marche stilistiche stabilite e socializzate, né entro termini di contenuti annessi per statuto al “sensato”. (per non dire al “bello”, o al “poetico”). Continua a leggere

Draft e notille su alcune scritture di ricerca

[In occasione di Poesia13 – Cantiere aperto di ricerca letteraria, una tre giorni di letture e discussioni aperte al pubblico, con poeti e critici, che si terrà a Rieti dal 17 al 19 maggio (qui maggiori dettagli), alla quale Portbou parteciperà, ospitiamo questo intervento di Marco Giovenale.]

aus kosuthMarco Giovenale

Una serie di appunti, schematica come quella che segue, può valere non come rapporto/supporto di poetica o campitura di un’area, ma forse come sequenza – per quanto prolissa – scarabocchiata sul notes proprio velocemente, quasi frettolosamente, prima di avventurarsi nel dialogo. Sul tema – o problema – della scrittura di ricerca o delle “scritture nuove” di ricerca. (E sui modi e motivi che ha la mia di ritenersi in queste inclusa).

Se di schema rapido si tratta, non ne verrà negata la natura distratta-provvisoria, niente affatto sistematica (nemmeno in quanto distratta). (Forse la regola è: essere talmente distratti da mandare a monte la regola[rità] della distrazione). Continua a leggere

Il quarto incluso

tesseract

© Logic Alphabet Association

Marco Giovenale

Un’esperienza recente ne conferma altre: un’esperienza in una stanza d’ospedale con quattro ospiti, di cui uno più o meno lentamente scivola nella follia, nella psicosi, effettiva, nominabile, certificabile, palese: con dialoghi immaginari, o fasi di catatonia alternate ad altre di forte emotività, falsi riconoscimenti, apostrofi, monologhi, canti, frasi appena mormorate, mugugni ad alta voce.

Gli altri pazienti, e noi parenti di questi, lungo tutta la sua discesa verso il semibuio o buio franco, onoriamo con scrupolo i doveri della più cortese convivenza, nutrendo/recitando il convincimento che tutto invece prosegua (e sia) invariato. Che sia possibile parlare con lui, il folle, come se niente fosse diverso, come parleremmo tra noi.

Ogni sua frase sconnessa o sconnessione tra frasi viene recuperata nel nostro discorrere, come battuta di dialogo normato o come conferma di altri argomenti, seri, sintatticamente legittimi. Eccetera. Continua a leggere

Prose dal dissesto

pds[Pubblichiamo un corposo estratto dall’ultimo lavoro critico di Massimiliano Borelli, Prose dal dissesto. Antiromanzo e avanguardia negli anni sessanta, edito a gennaio di quest’anno da Mucchi, nella collana Lettere Persiane curata da Luigi Weber.

Nello specifico, viene qui analizzata la costruzione narrativa dei personaggi di Edoardo Sanguineti, con chiaro riferimento alla fenomenologia psicosomatica di Georg Groddeck.
Buona lettura!]

Massimiliano Borelli

Il personaggio sanguinetiano viene insomma tutto modellato sulla superficie: maschera senza anima, priva di un sistema psicologico-sentimentale coerente, esso si risolve in una epidermide che è tuttavia sempre sull’orlo del tracollo, della penetrazione, della corrosione (proprio come è per gli esemplari pittorici dei suoi sodali artisti). Continua a leggere

Buon compleanno, Philip Roth!

Esce di nuovo per Einaudi I fatti. Autobiografia di un romanziere, una sorta di vademecum spirituale e letterario per conoscere la vita e le opere di Philip Roth.

Abbiamo scelto di omaggiare questo grande autore, che in una recente intervista apparsa sul« Corriere della Sera» ha dichiarato: «La sola cosa buona della posterità è che non dovrò più leggere le recensioni sui miei libri», con una lettura diversa, dunque, sagacemente sui generis, diremmo: una lettura a fumetti, realizzata da Marco Petrella.

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Marco Petrella, insigne illustratore e disegnatore di fumetti, ha collaborato finora con varie testate, fra cui «Il manifesto» e «la Repubblica», e curato anche diverse pubblicazioni: l’ultima, del 2007, è Racconti per ascensore , edita da Mattioli 1885, un corpus di 27 testi inediti di autori del calibro di Jonathan Lethem, Aimee Bender, Antonio Pascale. Attualmente, ogni venerdì, nella sezione Libri de «L’Unità», recensisce romanzi su tavole illustrate, appunto, o meglio, li fa recensire dal suo protagonista, il bibliotecario Arturo, che racconta e motiva le sue letture anche attraverso le proprie personali esperienze di vita.
http://www.marcopetrella.it/enter.html

La scrittura come progetto

Giulio Marzaioli

La realizzazione di grandi infrastrutture trova nella fase di progettazione il momento determinante. La fase esecutiva, infatti, sarà caratterizzata dalla ponderazione di tutti gli scostamenti dal progetto che – in termini di varianti, maggiori costi e maggiori tempi – Committente e Appaltatore dovranno gestire nel rapporto contrattuale (le previste modalità di realizzazione di una galleria, ad esempio, risulteranno più o meno aggiornate a fronte delle sorprese geologiche che si saranno incontrate, dall’apertura del così detto “foro pilota” sino all’abbattimento dell’ultima parete, in gergo chiamata “diaframma”). Continua a leggere

26 settembre 1940

Esther Suriñach

Fino a poco tempo fa, siccome i binari iberici sono più larghi del resto d’Europa, chi voleva conoscere il mondo oltre i Pirenei in treno (o viceversa), a un certo punto doveva per forza trasbordare.

Gli spagnoli del centro e del nord passavano da Irun. Noi catalani, levantini e meridionali scendevamo a Portbou, superavamo un controllo passaporti che non esiste più e che ti accelerava il cuore come fossi un contrabbandiere e poi dovevamo attendere un treno SNCF, infinitamente più moderno ed evoluto. E al rientro, sole e vigneti che ti accoglievano di nuovo a casa. Continua a leggere