Buon anno, Portbou!

Portbou festeggia il suo (primo) anno di attività!
Con l’occasione, sono in arrivo anche nuove sezioni speciali che ci permetteranno di seguire più da vicino i percorsi artistici e le attività culturali che ci sembrano più interessanti.

Oltre ai nostri consueti interventi, poi, continueremo a ospitare con piacere articoli e scritture altre, che ci aiutino a descrivere, nel modo meno confuso possibile, quella che è, oggi, la reale confusione del mondo.

Nuovi percorsi visivi

Portbou si rinnova. E si comincia dalla grafica. Da oggi in poi ospiteremo nella nostra colonna laterale delle immagini che ci piacciono. Sono indicazioni minime per avviare dei percorsi visivi, che andranno via via ad arricchire la pagina omonima.

Cominciamo con un doveroso omaggio a Gabriele Basilico, appena scomparso. Un omaggio alla sua fotografia “lenta” dettata dai tempi del banco ottico, al suo sguardo speculativo che sembra contraddire ogni logica del reportage e della street photography. Non afferrare l’attimo e catturare l’esperienza, bensì costruire quell’attimo, leggere l’esperienza nelle cose.

Epigrafe prodromica

Ci sono voluti anni per provare, con fatica quasi dolorosa, a riprendere possesso del nostro personale produrre scrittura.

Personale, e di qualche altra mente affine nel percorso e nella tendenza, che è quanto basta.

Il percorso e la tendenza, sia chiaro fin d’ ora, dove si sarà meglio agito, saranno la scrittura, piuttosto che nella scrittura.

Una scrittura immersa fino al petto nel presente.

Nessun tributo quindi, nessun cenotafio, solo il lavoro che ci hanno insegnato a fare.

Ché abbiamo avuto grandi maestri, ma sono tutti morti; mentre noi siamo qui, adesso, con il fiato rotto di chi giunge, dopo una corsa, davanti a un passaggio a livello abbassato, al termine di ogni itinerario certo, sprovvisto, per giunta, di astratti furori. A scortarci, piuttosto, il senso d’impotenza a scrivere l’oggi, mai come ora indicibile, mai come ora già detto.

Ma tra l’indicibile e il già detto iniziamo ad aggirarci, non ancora rassegnati.