Dialoghi di Astolfo e di Fulgenzio. II

Fulgenzio: E dunque, secondo la tua opinione, si ride troppo della politica? Da quando ti sei trasformato in un paladino del potere?
Astolfo: No, non si ride troppo: si ride male.
Fulgenzio: Esiste allora un riso giusto e per contro se ne dà uno sbagliato?
Astolfo: Più o meno.
Fulgenzio: E quindi, sentiamo, la satira andrebbe abolita?
Astolfo: La satira, la satira, non se ne può più… Continua a leggere

Dialoghi di Astolfo e di Fulgenzio. I

Fulgenzio: Ma tu, Astolfo, come giudichi questo nuovo incubo arancione?
Astolfo: L’arancione è un colore che apprezzo, l’ho sempre trovato gradevole all’occhio…
Fulgenzio: No, ma io parlavo per metonimia: intendevo il nuovo presidente americano.
Astolfo: Americano, appunto, l’hai detto.
Fulgenzio: Vuoi dire che egli incarna i valori dell’America nel senso… Continua a leggere

Il paziente crede di essere

timthumb.phpPubblichiamo tre testi di Marco Giovenale, tratti da Il paziente crede di essere, Gorilla Sapiens Edizioni, 2016.
Buona lettura.

Fila

Di fronte al luogo del furto, con l’accoltellato in terra, si è formata ressa, ora una fila discreta.

Spontaneamente. Alcune decine di persone. Dimostrano attenzione, sono in fila per venire derubate e uccise

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Laboratorio di (dis)intossicazione poetica

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Siete tra i molto pochi e fortunatissimi lettori assidui di poesia?
Avete iniziato a scrivere versi già in età puberale?
Vi emozionate davanti al tramonto e vi commuovete col volo dei gabbiani?

Benissimo, questo laboratorio farà esattamente al caso vostro!

Odiate la poesia e i poeti tutti, specialmente se ancora attivi su questa terra?
Non avete mai usato in vita vostra (né vi sognereste di farlo) l’aggettivo “viscerale”?
Leggete solo romanzi di auto-fiction e critica saggistica impegnata degli anni ‘60?

Stupendo, questo laboratorio è proprio quello che vi serve! Continua a leggere

Propositi per l’anno nuovo

5propositix2015Che cosa leggerò nell’anno appena iniziato ancora (almeno in parte) non lo so, però credo di sapere che cosa non leggerò:

  • la silloge poetica del metaforista selvaggio, quello che sente la necessità di esprimersi;
  • il libro di autofiction a imitazione di Carrère;
  • il romanzo in cui tutto si incastra alla perfezione;
  • il poeta di ricerca che scrive tale e quale a un altro poeta di ricerca;
  • i post dello scrittore che, in buona sostanza, racconta il mondo dalla prospettiva del proprio spioncino;
  • l’autore di robetta da supermercato in cerca di riconoscimenti letterari, che pensa di acquisire passando per un invito a Fahrenheit; Continua a leggere