Papa, un nuovo fantastico giocattolo

È appena arrivato sul mercato un nuovo fantastico giocattolo: Papa.

Viene commercializzato già dotato di un accessorio, la Papamobile, ma, se avrà successo, l’azienda produttrice è pronta ad affiancargli molti simpatici amici vestiti di porpora. Grazie alle sue particolari funzioni, Papa è un giocattolo destinato soprattutto agli adulti.

Il giocattolo presenta infatti due modalità, attivabili spostando un interruttore posto sulla schiena: Progressista (P) e Conservatore (C). Continua a leggere

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Pensierini sull’Ungheria (e l’Europa)

Meno male che c’è l’Ungheria, mi sono detto in questi giorni in cui tutti fanno a gara a condannarne l’atteggiamento verso chi arriva in Europa da altri continenti (la parola migranti non mi piace).

Non sono diventato improvvisamente razzista. Continua a leggere

L’autore fallo tu!

jc_desk1-570x300Voi che «amate tanto la scrittura» e sembra quasi che non possiate vivere senza, e poi però cercate continuamente, ossessivamente, fiutate in ogni pertugio, indiscriminatamente ossequiate per asservire ai vostri scopi, fin quando poi da ultimo accalappiate qualche povero ingenuo amante delle lettere tout court, che vi elargisca consigli (rigorosamente a buon mercato) su cosa come e quando scrivere, qualcuno che vi faccia anche un minimo di editing alle «sudate» carte, sudate quando?, chi vi corregga i periodi più intricati, attenzione alla consecutio!, qualcuno che vi ricrei i dialoghi, i più verosimili, Continua a leggere

Le fascisme c’est la gangrène

Immancabili, sono arrivati i distinguo. Non si può essere Charlie: erano antipatici, erano razzisti, non facevano ridere, se la sono cercata, è tutta una manipolazione, è falsa solidarietà, è tutto a vantaggio del governo francese, è un complotto, eccetera.

Ha scritto ieri Slavoj Žižek in un articolo su «Repubblica»: «Il problema non è la differenza culturale (il loro sforzo per preservare la propria identità), ma il contrario, il fatto che i fondamentalisti sono già come noi, che segretamente hanno già interiorizzato i nostri parametri e misurano se stessi in base a essi». Giusto, ma leggendo certe prese di posizione viene da pensare anche il contrario, cioè che che i parametri dei fondamentalisti siano condivisi e interiorizzati dall’Occidente.

Tutto sommato, non è poi così inaccettabile che qualcuno sia ammazzato perché pubblica vignette brutte. L’idea della vendetta prevale ovunque e comunque; e io questo lo chiamo fascismo.

La noia

Guy Bourdin, Big

Guy Bourdin, Big

Entro in un negozio di scarpe. A invogliarmi, l’albero di Natale blu e bianco che splende in vetrina, un tripudio di camoscio e paillettes. C’è un uomo sulla quarantina, alto, rasato, spalle ben tornite, che sta contrattando per un regalo con la commessa. Lei pende dalle sue labbra, come darle torto: bello, educato, regala stivali di marca all’amore della sua vita: è l’uomo dei sogni.
Fino a quando, la fatidica domanda: “Allora, che numero le prendo?”
“Quarantatrè”, risponde lui, entusiasta. Si vede che pregusta già la meritata felicità della sera.
La commessa resta immobile, e infila una serie di gaffes, senza ritegno, una dietro l’altra, come un martello pneumatico, diventa una macchinetta obliteratrice di scuse e giustificazioni patentemente fallimentari, atte a celare dietro una coltre di incontinenza il suo sconfinato imbarazzo.  Continua a leggere

La dura vita del ministro dell’Istruzione

– Dal 2015 inglese già dalle elementari!
– Ministro, ehm, le elementari non si chiamano più così da undici anni.
– No! E come si chiamano?
– Scuola primaria.
– Va bene, dettagli, ma la sostanza non cambia: dall’anno prossimo inglese anche alla primaria!
– Ehm…
– Che altro c’è?
– Veramente l’inglese nella primaria c’è già da un pezzo.
– Ah, non lo sapevo… Allora faremo studiare due lingue alle medie!
– Veramente nemmeno le medie si chiamano più così. Continua a leggere

A scuola come al centro commerciale

La principale novità del piano scuola proposto dal governo Renzi sta nell’orario di apertura delle scuole: l’obiettivo, infatti, è quello di arrivare alla possibilità di tenere aperti gli istituti scolastici dalle 7 alle 22.

Impossibile non vedere i vantaggi di un’idea così rivoluzionaria, evidentemente ispirata agli spazi bambini presenti in molti centri commerciali. Continua a leggere