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piccoli-impedimenti-alla-felicita-d463In quel momento gli uccelli di notte si sono messi a cantare: non è costume degli uccelli cantare a mezzanotte, ma quella notte sì, gli uccelli cantavano sugli alberi del giardino, nell’oscurità della notte.
Se si fosse mantenuto il silenzio e gli uccelli non si fossero messi a cantare in quella stessa notte, forse Maria non avrebbe ascoltato quel canto nei modi del sentimento, che non sono necessariamente i modi dell’amore ma lo sono dell’abbandono – un suono ripetuto a distanza mischiando memoria e desiderio, una misteriosa eco che trasforma il mare dell’assenza in una solitudine senza rimedio.
È difficile capire se questo sia il vero ricordo di quella notte o una ipotesi di che cosa in quella notte l’abbia spinta a morire.

[Carla Vasio, Piccoli impedimenti alla felicità, Nottetempo Edizioni]

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J. M. G. Le Clézio, Il Verbale, :punti edizioni

J. M. G. Le Clézio, Il Verbale, :punti edizioni

Francamente, non si tratta di desiderare, così come poco fa non si trattava certo di un semplice problema di sigarette che si possono fumare sulla terra. No, ciò che muove Adam è la riflessione, la lucida meditazione. Partendo dalla propria carne di uomo, dalla somma di sensazioni presenti in lui, si annulla nel duplice sistema della moltiplicazione e dell’identificazione. Grazie a questi due elementi può pensare nel futuro, nel presente e nel passato. Ma questo è possibile solo se prendiamo le parole per quello che sono, ovvero se le consideriamo come semplici parole. A poco a poco si annulla l’auto-creazione. Nel vicino o nel lontano. Pratica una sorta di simpoesia che non va a finire con il Bello, il Brutto, l’Ideale, la felicità. Il suo fine ultimo è l’oblio e l’assenza. Presto non esisterà più. Presto non sarà più se stesso. Sarà perduto, debole particella che non smette di muoversi e di descriversi. Sarà un vago spettro: solo, immenso, eterno terrore delle vecchiette sole. Si crea, muore, vive, rivive e si immerge nell’oscurità centinaia, migliaia, milioni e miliardi di volte. All’infinito. Nè l’uno né l’altro.

[J.M.G. Le Clézio, Il Verbale, :punti edizioni]

L’autore fallo tu!

jc_desk1-570x300Voi che «amate tanto la scrittura» e sembra quasi che non possiate vivere senza, e poi però cercate continuamente, ossessivamente, fiutate in ogni pertugio, indiscriminatamente ossequiate per asservire ai vostri scopi, fin quando poi da ultimo accalappiate qualche povero ingenuo amante delle lettere tout court, che vi elargisca consigli (rigorosamente a buon mercato) su cosa come e quando scrivere, qualcuno che vi faccia anche un minimo di editing alle «sudate» carte, sudate quando?, chi vi corregga i periodi più intricati, attenzione alla consecutio!, qualcuno che vi ricrei i dialoghi, i più verosimili, Continua a leggere

La noia

Guy Bourdin, Big

Guy Bourdin, Big

Entro in un negozio di scarpe. A invogliarmi, l’albero di Natale blu e bianco che splende in vetrina, un tripudio di camoscio e paillettes. C’è un uomo sulla quarantina, alto, rasato, spalle ben tornite, che sta contrattando per un regalo con la commessa. Lei pende dalle sue labbra, come darle torto: bello, educato, regala stivali di marca all’amore della sua vita: è l’uomo dei sogni.
Fino a quando, la fatidica domanda: “Allora, che numero le prendo?”
“Quarantatrè”, risponde lui, entusiasta. Si vede che pregusta già la meritata felicità della sera.
La commessa resta immobile, e infila una serie di gaffes, senza ritegno, una dietro l’altra, come un martello pneumatico, diventa una macchinetta obliteratrice di scuse e giustificazioni patentemente fallimentari, atte a celare dietro una coltre di incontinenza il suo sconfinato imbarazzo.  Continua a leggere

La terribile sincerità

Roberto Arlt, Acqueforti di Buenos Aires, Del Vecchio Editore

Roberto Arlt, Acqueforti di Buenos Aires, Del Vecchio Editore, 2014

[Alcune risposte di Roberto Arlt ad alcune domande di tutti, o quasi tutti.]

Un lettore mi scrive:
«La prego di rispondermi in tutta sincerità: come si deve vivere, per essere felici?».

Stimato signore,
se avessi una risposta alla sua domanda, seria o comica, invece di buttar giù articoli, sarei forse l’uomo più ricco della terra vendendo solo la formula per vivere felici a dieci centesimi. Si renderà conto che la sua domanda è assurda.
Credo che esista una maniera per vivere in relazione al prossimo e a se stessi che se non garantisce la felicità, concede almeno a chi la pratica una specie di potere magico, il dominio sui propri simili. Parlo della sincerità.
Essere sinceri con tutti (soprattutto con se stessi) anche se questo potrebbe nuocerci. Anche se l’anima potrebbe andare a imbattersi in un ostacolo. A costo di rimanere solo, isolato e sanguinante. Non è una formula per vivere felici. Credo proprio di no. Però ci serve a essere forti e a esaminare il contenuto della vita, le cui apparenze ci ingannano di continuo e ci fanno girare la testa. Continua a leggere

“In ambienti insalubri”. Cartongesso, Maino

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“Questo è il paese delle cose che stanno morendo. No. Questo è il paese dei corpi. Un paese pieno di corpi. Corpi che si svegliano morti, escono morti di casa, tornano morti; corpi che parcheggiano, scendono, sputano, corpi che si salutano, sbadigliano, bestemmiano sempre, fatturano. Corpi camminanti che hanno rapporti automatici con altri corpi camminanti.”

Questo è il libro d’esordio di Francesco Maino, trevigiano classe 1972, vincitore del Premio Calvino 2013. Cartongesso, edito quest’anno da Einaudi, è un piccolo capolavoro d’invettiva, letteraria e non solo; è un cristallo purissimo di riflessioni fluide e malessere fisico incancrenito, incrostato, solidificato sulla pagina grazie a un lessico pungente e infaticabile, stratificato come dentro le quattro mura della squallida casa in cui vive il protagonista, l’avvocato prossimo al fallimento Michele Tessari, e dentro le quattro mura del tribunale in cui la sua miseranda carriera tende a stento a dipanarsi, giorno dopo giorno, orrore dopo orrore, accatastando noia nuova sulla stessa identica noia del giorno precedente, insieme allo schifo e al ribrezzo crescente per un impassibile futuro a venire. Continua a leggere