Se lo fa Bagnasco posso farlo anche io

Qualche giorno fa, quando ho sentito il cardinale Bagnasco esprimere la propria opinione a proposito del voto in Parlamento sulle unioni civili, mi sono detto che la sua opinione è legittima quanto la mia (in fondo, oltre che cittadino italiano, sono un funzionario dello Stato). E allora anche io ho qualche cosa da dire su Vaticano, Chiesa e dintorni, senza addentrarmi nelle questioni dottrinarie (non ci credo, quindi mi parrebbe di perdere tempo).

Per prima cosa trovo ridicolo che nel 2016 in Europa (come nel mondo) esista ancora una monarchia assoluta, istituzione vetusta e deprecabile. Si potrebbe mettere su un bel parlamento che rappresenti i circa seicento cittadini del Vaticano. Il papa, al massimo, eserciterebbe il ruolo di monarca sul modello della regina d’Inghilterra, per esempio.

E ancora: se la monarchia elettiva e lo scrutinio segreto piacciono così tanto (fanno ovviamente colore), alla morte di un papa si potrebbero pubblicare gli esiti del conclave che lo ha eletto. Oppure si potrebbe rimuovere il segreto di Stato dopo un certo numero di anni, come avviene in molti paesi civili.

Sempre a proposito di ridicolo, non è che l’abbigliamento del cardinale Bagnasco e dei suoi colleghi conferisca loro una particolare autorevolezza. Possibile che un buon stilista non sappia concepire per loro qualcosa di più moderno?

Inoltre, che senso ha uno stato da barzelletta più piccolo di un aeroporto, e per di più inventato da Mussolini?

Soprattutto, è opportuno (direbbe Bagnasco) porre fine all’odiosa discriminazione nei confronti delle donne che la gerarchia cattolica perpetra da secoli. Le donne non potrebbero ricoprire il ruolo di sacerdote, cardinale o papa?

E poi ci sarebbe la papamobile, che è davvero brutta…