Siamo tutti esperti di geopolitica

È tutta colpa dell’accordo Sykes-Picot.
Se gli Stati Uniti nel 2003 non avessero invaso l’Iraq, ora non saremmo a questo punto.
È sbagliato chiamarlo Isis.
Li stiamo sopravvalutando, non sono poi così temibili come vogliono far credere.
Non ho mai nutrito particolare fiducia nei confronti di Hollande, ma non pensavo che fosse così stupido.
Ai tempi della guerra fredda tutto questo non sarebbe avvenuto.
È stato un errore tenere fuori Russia e Iran dai negoziati sulla Siria.
La Turchia finanzia tutti i nemici dei curdi, che sono gli unici a combattere per davvero contro lo Stato Islamico.
L’Italia fa bene a tenersi lontana dalla retorica bellicista, non dobbiamo dimenticare la nostra collocazione nel Mediterraneo.
Sono le monarchie del Golfo ad alimentare lo Stato Islamico, in funzione anti-iraniana.
I servizi di intelligence dei vari paesi non collaborano abbastanza, questo è uno dei maggiori problemi.
Gli Stati Uniti sono sempre meno dipendenti dal petrolio del Golfo.
I fondamentalismi religiosi hanno sempre profonde motivazioni economiche e sociali.
La guerra in corso è all’interno dell’Islam, noi occidentali siamo solo comprimari.
La Francia conduce politiche neocolonialiste, basta guardare il Mali per rendersene conto.
Terminata l’era delle due superpotenze, è iniziata quella delle tante potenze più piccole; questo spiega il caos attuale.
I terroristi sono imbottiti di fenetillina, che li fa sentire invincibili.
La Cina è sempre defilata rispetto alle questioni mediorientali, ma è chiaro che sta alla spalle di iran e Russia.
È strano che il prezzo del petrolio non subisca contraccolpi.
L’unica regione del pianeta davvero estranea ai fondamentalismi religiosi è il Sudamerica.
La generazione Bataclan è una sciocchezza mediatica.
Sarebbe stato meglio far entrare la Turchia nell’Unione Europea, bisogna riconoscerlo.
Non si possono definire moderati quei paesi arabi come l’Arabia Saudita, dove vengono negati i più elementari diritti umani.
Hollande ha preso una posizione bellicista perché sente sul collo il fiato della destra lepenista.
L’Occidente vende armi all’Arabia Saudita, che a sua volta le passa allo Stato Islamico.