Impressions de Sicile. Il cretto

DSC04587Il sole tagliente, la terra spaccata. Non c’è andare o venire o salire o scendere, qui si può soltanto percorrere. Oppure sostare. E non si parla, per non farsi prendere dalla metafora; ci si limita a stare dentro i solchi, a percorrerli, guardarli, toccarli. È l’unica cosa che si possa fare.  

Due colori soltanto: il bianco del cemento e l’azzurro del cielo. Anzi tre, perché la parte incompleta è ancora grigia, è materia grezza. È il segno riconoscibile delle macerie che stanno sotto. Il verde resta fuori, ad accerchiare questi blocchi, non vi penetra nemmeno. Salirci sopra per guardare (come fa una famiglia là in fondo) non serve a nulla, perché lo sguardo dall’alto cadrebbe immediatamente nella retorica.

Se crettare deriva dal latino crĕpĭtāre, qui non si sente alcun crepito, ma ne è rimasta l’eco cementificata. Una forma estrema di sismografia.