Impressions de Sicile. Sale

SalineOgni specchio d’acqua è un quadrilatero abbastanza regolare. A ogni specchio corrisponde un certo numero di nuvole, oppure un tratto di azzurro (la giornata è abbastanza assolata, ma passano nuvole veloci). A dividerli stanno dei piccoli terrapieni, alcuni molto stretti, tanto che si deve procedere uno alla volta, altri più larghi, ci si può inoltrare con l’auto. Non si capisce quanti siano questi spazi pieni di acqua, si vede solo che sono numerosi, e che la distesa potrebbe continuare per chilometri, sempre con quelle isole là di fronte. A vederli dall’alto, forse, potrebbero far pensare a dei campi coltivati o a risaie.

Quando l’acqua è verde, il fondo non si vede; quando è poca e trasparente e affiora e si raggruma il sale, viene alla luce un fondo rosa. È come se si fossero stinti i fenicotteri, dice Zoe, che prima, appena li ha riconosciuti da lontano, ha esultato. Quel rosa non si capisce, anche perché i mucchi di sale sono comunque bianchi, come ci si potrebbe aspettare.

Un sale duro, petroso, come duro deve essere il lavoro del salinaio. Abbacinante: è il termine che viene subito in mente, difficile trovarne uno più adatto a descrivere questo luogo. Ed è altrettanto difficile pensare a un tempo che non sia l’estate, come se dovesse esserci un’unica stagione perenne di caldo e di desolazione. L’acqua è ovunque, eppure la sensazione che si prova è di secchezza, di prosciugamento.