E se smettessimo di chiamarli migranti?

Provo insofferenza per la parola migrante, che certo è la più lieve tra quelle ignobili sentite negli ultimi anni (per esempio clandestino). Ho la sensazione che conferisca al fenomeno qualcosa di naturale, come se i migranti si spostassero per ragioni di specie. Insomma come le rondini (che sono appunto di una specie diversa dalla nostra). Sono arrivate le rondini sotto il solito cornicione, sono sbarcati i migranti sulla solita spiaggia…

No, in queste migrazioni non c’è nulla di naturale. E allora facciamo una cosa, per evitare di vederli come una massa indistinta, il che rende più facile il comportamento di chi discrimina (ricordiamocelo sempre: i nazisti che gestivano i campi di sterminio chiamavano le loro vittime Stücke, cioè pezzi). Chiamiamoli semplicemente persone.

Anzi, meglio: chiamiamoli per nome. Mi piacerebbe che i media dessero la notizia di uno sbarco in questo modo: oggi sono arrivati dal paese X il signor XY, la signora XYZ, ecc.

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