Cinque meditazioni. 4. Rettangoli

RettangoliGli spazi abitati e percorsi dagli esseri umani si basano sulla ripetizione – che senza esagerazione si può dire ossessiva – di una sola figura geometrica: il rettangolo (o il quadrilatero in generale). Non importa se percepiti in verticale o in orizzontale, rettangoli o sistemi di rettangoli sono gli edifici, rettangoli sono gli appartamenti e le stanze che occupiamo, rettangoli sono porte, pareti, finestre, tavoli, monitor, specchi, armadi, libri, scatole, fogli di carta, cellulari, tovaglie, cuscini, lenzuola. Certo, si tratta di una figura estremamente funzionale e adattabile, allorché da piana la si trasforma in solida, eppure la geometria conosce forme più accattivanti, come il cerchio, l’ellisse o il triangolo scaleno, le quali, nonostante la loro bellezza, non godono della medesima diffusione e del medesimo uso. Gli spigoli del rettangolo, anche quando sono smussati, sembrano non andare d’accordo con i cibi e i liquidi, giacché a preparare e contenerli sono in genere deputati i solidi a base circolare o ellittica: pentole, piatti, bicchieri, bottiglie, flaconi. I fluidi, in particolare, intrattengono un rapporto piuttosto intimo con il cerchio in tutte le sue molteplici configurazioni, circostanza di cui ci si può avvedere agevolmente osservando delle tubature, le quali, pur variando nelle dimensioni, avranno immancabilmente sezione circolare. Il cerchio si presenta come una figura dinamica, legata al movimento; dev’essere forse questa la ragione per la quale alcuni – e non pochi – prediligono fotografare o disegnare sistemi di tubature, giacché la contemplazione dello statico rettangolo, che in ogni caso corrisponde alla superficie dell’immagine fotografica o del foglio da disegno, non li soddisfa. E dunque l’unico modo per animare il rettangolo, quali che siano la sua natura e le sue dimensioni, è complicarne la superficie, per esempio disegnando un viso femminile sullo specchio della camera da letto, a sua volta dissimulato dalla elaborata cornice antica.