Le fascisme c’est la gangrène

Immancabili, sono arrivati i distinguo. Non si può essere Charlie: erano antipatici, erano razzisti, non facevano ridere, se la sono cercata, è tutta una manipolazione, è falsa solidarietà, è tutto a vantaggio del governo francese, è un complotto, eccetera.

Ha scritto ieri Slavoj Žižek in un articolo su «Repubblica»: «Il problema non è la differenza culturale (il loro sforzo per preservare la propria identità), ma il contrario, il fatto che i fondamentalisti sono già come noi, che segretamente hanno già interiorizzato i nostri parametri e misurano se stessi in base a essi». Giusto, ma leggendo certe prese di posizione viene da pensare anche il contrario, cioè che che i parametri dei fondamentalisti siano condivisi e interiorizzati dall’Occidente.

Tutto sommato, non è poi così inaccettabile che qualcuno sia ammazzato perché pubblica vignette brutte. L’idea della vendetta prevale ovunque e comunque; e io questo lo chiamo fascismo.

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