La poesia ininterrotta di Vincenzo Ostuni

Quando in un testo compare la Natura (con tanto di iniziale maiuscola) «stronza pazza […] e non madre e neppure matrigna (sarebbe quasi lo stesso)», com’è ovvio viene subito in mente Leopardi. Certo, si potrebbe pensare a una parodia, se non fosse che questo verso è scritto da un poeta decisamente lontano da intenti parodistici com’è Vincenzo Ostuni. In questo Faldone Zerotrentanove, terza tappa su carta di quel progetto sostanzialmente infinito che si chiama, appunto, Faldone (il sottotitolo del volume – edito da Nino Aragno nella bella collana «i domani» – è Estratti 2007-2010, I) sembra definirsi ulteriormente il vero carattere dello scrivere di Ostuni, un carattere che lo colloca in una linea di poesia cogitante, o addirittura gnomica, senz’altro dotata di una nobile tradizione nella nostra letteratura, ma comunque minoritaria. Continua a leggere

La noia

Guy Bourdin, Big

Guy Bourdin, Big

Entro in un negozio di scarpe. A invogliarmi, l’albero di Natale blu e bianco che splende in vetrina, un tripudio di camoscio e paillettes. C’è un uomo sulla quarantina, alto, rasato, spalle ben tornite, che sta contrattando per un regalo con la commessa. Lei pende dalle sue labbra, come darle torto: bello, educato, regala stivali di marca all’amore della sua vita: è l’uomo dei sogni.
Fino a quando, la fatidica domanda: “Allora, che numero le prendo?”
“Quarantatrè”, risponde lui, entusiasta. Si vede che pregusta già la meritata felicità della sera.
La commessa resta immobile, e infila una serie di gaffes, senza ritegno, una dietro l’altra, come un martello pneumatico, diventa una macchinetta obliteratrice di scuse e giustificazioni patentemente fallimentari, atte a celare dietro una coltre di incontinenza il suo sconfinato imbarazzo.  Continua a leggere

La terribile sincerità

Roberto Arlt, Acqueforti di Buenos Aires, Del Vecchio Editore

Roberto Arlt, Acqueforti di Buenos Aires, Del Vecchio Editore, 2014

[Alcune risposte di Roberto Arlt ad alcune domande di tutti, o quasi tutti.]

Un lettore mi scrive:
«La prego di rispondermi in tutta sincerità: come si deve vivere, per essere felici?».

Stimato signore,
se avessi una risposta alla sua domanda, seria o comica, invece di buttar giù articoli, sarei forse l’uomo più ricco della terra vendendo solo la formula per vivere felici a dieci centesimi. Si renderà conto che la sua domanda è assurda.
Credo che esista una maniera per vivere in relazione al prossimo e a se stessi che se non garantisce la felicità, concede almeno a chi la pratica una specie di potere magico, il dominio sui propri simili. Parlo della sincerità.
Essere sinceri con tutti (soprattutto con se stessi) anche se questo potrebbe nuocerci. Anche se l’anima potrebbe andare a imbattersi in un ostacolo. A costo di rimanere solo, isolato e sanguinante. Non è una formula per vivere felici. Credo proprio di no. Però ci serve a essere forti e a esaminare il contenuto della vita, le cui apparenze ci ingannano di continuo e ci fanno girare la testa. Continua a leggere