Meditazioni di una settimana. Venerdì

Benché la simmetria goda di particolare fortuna in molti campi e sia sovente associata alla bellezza ideale, è sempre da preferire il suo opposto: l’asimmetria, infatti, forse a prima vista meno gradevole all’occhio, è di certo più familiare alla mente. Anzi al mondo intero, giacché viene da chiedersi se esista davvero la simmetria in natura; e la risposta è no, perché quella che si immagina come tale lo è solo in apparenza. Osservati meglio, il muso di una tigre o il volto di un uomo (per addurre due esempi fra i tanti possibili) rivelano che la loro simmetria è del tutto illusoria: quella linea o quella ruga non trovano riscontro nell’altra metà, l’insieme non è il prodotto di un semplice rispecchiamento. Oppure si pensi anche, per uscire dalla sfera delle cose naturali, a una composizione di Thelonious Monk: suonava sbilenco, quel grand’uomo; all’ascolto, si capisce perfettamente che non era incline a disporre le note in ordine pari. La simmetria suggerisce l’idea della perfezione, così come l’infinita noia della divisibilità per due; tuttavia la perfezione è da rifuggire, poiché si tratta di un’insidiosa ossessione. Lo stesso si può dire delle figure geometriche come il quadrato e il cerchio, del tutto statiche – e persino banali, se si vuole –, alle quali mai potrà riuscire quel dinamismo lievemente zoppicante, frutto appunto dell’asimmetria, proprio del triangolo e del trapezio, ovviamente scaleni. Con facile retorica, si potrebbe dire che scaleno è il mondo. Sono da preferire, queste manifestazioni dell’asimmetria, perché più rassicuranti, in quanto più prossime a ciò di cui fa quotidiana esperienza ogni abitante del nostro pianeta: l’imperfezione. La simmetria può essere concepita solamente da «immortal hand or eye», non da mente umana, ed ecco perché tutto ciò che è pari – le forme, i numeri –, tutto quello che è esattamente divisibile in due e per due è un avvicinamento all’inumano e dà una vertigine inquietante che, al contrario, l’asimmetria non suscita.

 

2 pensieri su “Meditazioni di una settimana. Venerdì

  1. Simmetria è essere uguali a se stessi. Se non fossimo certi che il sole sorgesse tutti i giorni allo stesso modo, non sapremmo decidere neanche se fare un passo avanti o indietro. La cose perfette, che sono il modello che noi ci facciamo delle cose imperfette, sono l’unico modo che abbiamo per assimilare l’esperienza, per svegliarci ogni giorno e non dover ricominciare da zero a capir qualcosa della realtà.

  2. Però sono d’accordo. L’asimmetria è un po’ il sale della vita (permettimela qualche frasuncola da bar).
    Non mi ricordo chi, una volta mi disse: se uno ti mostrasse un contratto, in cui tutto il tuo futuro è scritto per filo e per segno, tu non firmeresti, per quanto bella sia la vita che ti prospetta. Infatti, per quanto ci piaccia di progettare, quel che più ci piace della vita è lo stupore di un evento inaspettato.

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