Gherardo Bortolotti, Senza paragone

downloadEsce per Transeuropa Edizioni, nella collana “Nuova Poetica”, l’ultimo libro di Gherardo Bortolotti.

Ed è un libro che colleziona una moltitudine di istanti, piccole agnizioni del farsi quotidiano, assorte e/o distorte riflessioni sull’andamento globale del sistema percettivo, sul mondo del lavoro, del vissuto domestico, delle relazioni umane, in un insieme algebrico e scostante di impressioni e sfaccettature, appunto, già predefinito in nuce come: Senza paragone.

Gli slot di cui si compone il testo sono 27, 27 macro-sequenze che contengono al loro interno, in ordine rigorosamente numerato e volutamente straniante, un gruppo variabile di flashes, immagini non narrative, metricamente scandite con un andamento diluito e non certo pacificante che, solo apparentemente, nella disposizione fisica dei singoli testi, sembrano accostarsi a una scrittura prosastica.
Prima di continuare, è bene riportarne un esempio:

senza paragone 10

0.1. come il silenzio del dopocena, gli echi che rimanda l’impianto idraulico

0.2. come la forza inerte dello stato delle cose, la quantità ubiqua di azioni sbagliate, di scelte ottuse, di opinioni offensive espresse sulla base di intenzioni velleitarie, di piani a medio termine superficiali, elementari, secondo i quali si tratta solo di perseverare, fare il muso duro, sollevare eccezioni, accusare, denunciare centinaia di errori di poco valore, mentre a testa alta, vociando, ci si sbraccia nel vuoto della propria irrilevanza

Bortolotti ci ha già abituato a una scrittura di assai difficile definizione, ma in questo libro, più che in altri precedenti (penso alla nettezza delle sue Tecniche di basso livello, Lavieri Edizioni, o ai testi presenti in Prosa in prosa, per Le Lettere, ad esempio) si evince un particolare, forse addirittura eversivo cambio di rotta.

L’andamento appare più iconico e come programmaticamente slabbrato, l’interesse minuzioso verso la penetrazione del dettaglio incongruo si fa forte di un linguaggio paradossalmente meno sprezzante di come ci s’aspetterebbe, l’intento ironico sembra solo in superficie meno accentuato, più nascosto, quasi per sfida autoriale con se stesso e col lettore, amalgamato l’acume critico dietro le pieghe di una terminologia che si avvicina addirittura al gergo classicheggiante, e in alcuni casi sfiora un orizzonte d’attesa vistosamente barocco (penso a costruzioni quali: «corrono le ombre e i lucori di una regione della casa senza storia», o anche «immobile nel suo alloggiamento e nel riflesso che il rubinetto trattiene», entrambe in senza paragone 6).

Questa particolare angolatura di visione, par contre, si oggettiva nella sempre nitida e circostanziata riflessione (e autoriflessione) della scrittura di Gherardo Bortolotti, che incessantemente prosegue e si alimenta, proprio grazie all’incontro/scontro che l’autore perpetra in questo testo con altre e ben più battute categorie espressive.

Per capirlo meglio, riprendo ancora da senza paragone 10:

0.3. come le cose a cui pensi senza capire, gli scorci di episodi passati, le sequenze di eventi che, dopo anni, mentre sistemi la biancheria nel cassetto, e ti distrai scoprendo il suo fondo scuro, che si inoltra sotto le calze arrotolate, gli orli delle mutande, si dispongono in disegni narrativi di ampio respiro, plausibili, articolati, lasciandoti scoprire la trama a cui hai partecipato, con la forza e il coraggio

0.4. come i minuti di attesa al telefono e le scelte di compromesso su cose che non ti interessano, le conversazioni senza scopo in cui ti trascina un estraneo, un amico, mentre continui a pensare che qualcosa non torna nella tua idea di benessere ed i particolari, di ciò che succede, ti riempiono gli occhi, affollando le sale anche più remote della tua attenzione

Nel procedimento di analisi del mondo, dunque, sembra di riconoscere, oltre allo specchio diffratto delle parenetiche interazioni sociali, anche gli stilemi più propri di una rimeditazione intima che l’autore porta avanti con la scrittura e con l’andamento evolutivo della sua stessa messa in opera.

Alla fine della lettura, resta la curiosità e l’interesse nel voler approfondire le dinamiche creative di una poetica così forbita, elegante, puntuale nel significato e articolata nella forma.

Altri estratti del libro, sono leggibili sul blog di Nazione Indiana, a questo link: http://www.nazioneindiana.com/2013/12/09/tre-estratti/

2 pensieri su “Gherardo Bortolotti, Senza paragone

  1. Pingback: Gherardo Bortolotti, Senza Paragone (su: Portbou) | f

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