Il paesaggio della parola: Alessandro Broggi

IMG_20131110_163249Nel gennaio 2009 Alessandro Broggi pubblica nuovo paesaggio italiano, per Arcipelago Edizioni, il nono libro della collana ChapBook, diretta da Michele Zaffarano e Gherardo Bortolotti.

La sensazione è quella di trovarsi in una camera oscura, con le pareti tappezzate di negativi, di volti e luoghi da sviluppare, frammenti temporali di più o meno lucida esistenza che l’autore definisce: nuove situazioni.

Ogni pagina del libro si compone dunque, principalmente, di immagini, spesso accomunabili le une con le altre, più spesso ancora sovrapponibili, in perfetta contrapposizione dialogica, seguendo una girandola testuale di ossimorica tensione ragionativa oltre che di perfetta resa del reale vivere quotidiano.

Voci di donne e di uomini che si raccontano attraverso spaccati di esperienze, più o meno dolorose, comunicando con un linguaggio netto, trasparente, ironicamente votato alla banalità.

Grandi temi come l’amore, la morte, la malattia, il lavoro, la maternità, ma anche la vanità del corpo, l’indolenza delle abitudini, la pretesa ineluttabilità dei desideri.

Ogni voce lascia presagire un forte dissidio interiore, una certa malcelata ansia del futuro, un disagio palpabile dello stare al mondo, di lasciarsi ritrarre nel grande teatro delle vite in comune.

Ecco l’inizio e la fine del testo, emblematiche entrambe le testimonianze:

NUOVA SITUAZIONE

I.

Sergio è uno di noi. Ama la gente, passa con garbo da un discorso all’altro aspettando la notte. Ama divertirsi e divertire. Sergio ama la vita.

II.

Mi tradisce da almeno tre anni. Lo ha fatto più volte e non con una donna sola. Ma quando è con me mi fa sentire indispensabile: dice che sono l’unico vero amore della sua vita. Io faccio sempre più fatica a sopportare, a volte lo disprezzo, ma lo perdono sempre perché l’idea di perderlo mi manda in pezzi.

III.

Cosa faccio?

 […]

NUOVA SITUAZIONE

I.

Stavo prendendo il sole con la mia ragazza in Thailandia quando improvvisamente ho sentito un rombo incredibile. Era come se mi trovassi accanto a un aereo in decollo. Ho guardato in su e ho visto un’onda alta sette metri, sembrava una scena dei Dieci comandamenti.

II.

Abbiamo cominciato a correre ma l’onda ci ha raggiunto e ci ha sommerso. Siamo riusciti a riemergere e ad aggrapparci a un palo, finché l’onda si è ritirata. Abbiamo visto almeno venticinque corpi galleggiare tutt’intorno. L’anno prossimo me ne andrò in Versilia.

Dialoganti o assertive, le riflesisoni circa l’insensatezza del mondo, e soprattutto rispetto alla sua percezione e relativa trasposizione in parola socializzata, continuano a fare da sostrato vivace per la poetica analitica di Alessandro Broggi.

Nel 2011 esce coffee-table book, per Transeuropa, un testo che riprende e ricomprende il tema del paesaggio umano, avvalendosi di un procedimento che preme ancora le corde dell’ironia e del gergo mediatico contemporaneo, con un surplus di immagini evocative, diremmo quasi liriche.

Ventisei quartine disposte su pagina bianca, che assolvono appunto la funzione deputata ai tavolini appuntiti che possiamo trovare in una stanza silenziosa, magari una sala d’aspetto, un luogo coatto di aggregazione arredato da un collage bombardante di riviste patinate.

Il linguaggio è infatti quello del compiacimento, onirico e visionario, costitutivo delle migliori strategie di sofisticazione del buon mercato.

Alcuni esempi:

la vera essenza delle cose
l’arte della vita dei giorni
nelle pieghe dell’invenzione
sulle strade della materia

[…]

antologia italiana
il sipario dei giorni
il tempo si è fermato
a una forma perfetta

[…]

il paesaggio delle cose
uno spazio dentro l’altro
il teatro del quotidiano
i racconti della terra

Un’ultima nota, per il momento, è dedicata a Gli stessi, componimento edito lo scorso maggio 2013 dalla piccola casa editrice indipendente Gattili.

Slabbrato e diluito il fraseggio sulla pagina, la scrittura di Alessandro Broggi non perde certo d’intensità, anzi se possibile continua ad affondare il colpo dove la carne sembra più fresca e pulsante: le relazioni sentimentali, le relazioni di appartenenza, le relazioni di reciprocità.

La prima parte più pandemica, potremmo dire, la seconda più intimista, di cui trascrivo la sferzata finale:

Ci mancherebbe; sembriamo il manuale delle relazioni umane, uguali a tutti. Non più definibili – civiltà di prova.

Una prova di analisi, di visione e di scrittura notevole.

Un pensiero su “Il paesaggio della parola: Alessandro Broggi

  1. Pingback: biobibliografia

I commenti sono chiusi.