AW – La scrittura aumentata di Alessandro De Francesco

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Covering an Enhanced Real (1)

Con la pubblicazione presso La Camera Verde di Scrittura Aumentata – Augmented Writing – Écriture Augmentée, Alessandro De Francesco porta a compimento un progetto avviato qualche anno fa e già anticipato in alcune occasioni espositive, del quale si può avere idea visitando il sito a esso dedicato.

Le tavole che compongono la cartella contengono in primo luogo varie forme di scrittura. Non testi, o meglio, non qualcosa di riducibile esclusivamente alla dimensione del testo, inteso come entità chiusa dotata di un senso compiuto. La scrittura può in effetti costituirsi come veicolo di un senso, ma è innanzitutto una forma puramente visiva, non necessariamente legata a un dato referenziale. L’osservazione non vale soltanto per l’operazione condotta da Alessandro De Francesco, giacché noi viviamo letteralmente immersi in un universo segnico smisurato, sovrabbondante, in cui la scrittura ha un ruolo di primo piano. E questo malgrado si vada ripetendo da anni che la nostra è la civiltà dell’immagine: in realtà tra scrittura e immagine si è instaurato un rapporto di ibridazione piuttosto complesso, al punto che è possibile deformare la scrittura con gli strumenti peculiari dell’immagine: l’aberrazione ottica, l’ingrandimento, la sovrapposizione. Non a caso questo libro è inclassificabile, dal momento che si colloca a metà strada tra un’opera di poesia e il catalogo di una mostra.

L’augmented writing fa dunque questo: preleva quelli che potremmo definire oggetti testuali dai luoghi che compongono il nostro ambiente segnico – in particolare i media, Internet e i social network – per sottoporli a un procedimento che li sovraccarica, talvolta persino fino a renderli illeggibili, indecifrabili, eppure godibili sul piano visivo.

Mental Portrait of Isabelle Lefèvre

Mental Portrait of Isabelle Lefèvre

Scrittura aumentata, allora, non significa sempre scrittura accresciuta di senso. E in questo De Francesco non fa che riproporre, nella forma mediata della scrittura, quanto accade alla nostra esperienza quotidiana, la quale si configura ormai come iperesperienza dell’individuo, laddove il prefisso iper indica sì un sovraccarico esperienziale, ma soprattutto l’analogia con una dimensione ipertestuale, costituita da una catena quasi infinita di rimandi da un piano all’altro, come i link della Rete, appunto.

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