Tentativo di esaurimento di Perec

perec-copertina«Passa un uomo che cammina con il naso per aria, seguito da un altro uomo che guarda in terra.
Passa un uomo con un barattolo di Ripolin
persone persone automobili
Una anziana signora con un bel soprabito impermeabile tipo Sherlock Holmes
La folla è compatta, non c’è più quasi un attimo di calma
Una donna con due baguette sotto il braccio
Sono le quattro e mezza.»

A trent’anni dalla morte di Georges Perec, Voland sceglie di ripubblicare uno dei testi più significativi dell’autore francese che tanto lustro diede all’OuLiPo, l’Officina di Letteratura Potenziale fondata nel 1960 da Queneau.

Non però di veri e propri esercizi di stile si tratta, nel caso del Tentativo di esaurimento di un luogo parigino di Perec, bensì di un coacervo di visioni oblunghe della e sulla città, dispiegate e vividissime, offerte al lettore con la massima perizia chirurgica, tutte molto efficaci.

Non è esattamente un flâneur, il nostro narratore, non si mescola alla folla pandemica e straziante dei vicoli e delle piazze del centro storico, non si incunea nei bassifondi delle periferie più dimenticate con l’intento di perdere se stesso e la sua lucidità prospettica; anzi tutt’altro, resta in disparte, come un protagonista che si vorrebbe assente, probabilmente, ma che di certo non smette per tutto il libro di far sentire la sua voce forte e chiara, quasi fosse un unico memento.

Il nostro non flâneur, a ben vedere, non si comporta nemmeno come un vero e proprio narratore, dacché non c’è la minima traccia di fiction in questi brevi e taglienti scorci parigini; c’è invece un grande smalto ragionativo, un fortissimo rigore estetico, una sapiente scelta della terminologia e della tempistica della testimonianza reale, quanto più reale possibile, sulle persone e sui luoghi, sui piccoli aneddoti di poco conto, sulle meccaniche azioni della vita quotidiana, sulle più scialbe determinazioni, insomma, di un’esistenza brulicante e particolarmente dotata di una sua intrinseca – così potremmo dire – poeticità.

Poeticità che, proprio nel modo meno pedissequamente poetante possibile, Perec rende immediatamente estrinseca e carnale, restituendo al lettore un’umanità martellante, pulsante, ossessiva, quasi fastidiosamente sdoganata, per certi versi, poiché luoghi e persone risulteranno spogliati dalle usuali sovrastrutture letterarie, così tipicamente edulcoranti o bozzettistiche, con cui siamo avvezzi a vedere sovente connotato il mondo.

Insieme a Le cose e a La bottega oscura, il Tentativo di Perec è l’ennesima dimostrazione che scovare un modo diverso per guardarsi intorno è ancora possibile, com’è ancora possibile riuscire a raccontarlo.

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