Lezione storta. Appunti per una (mala) editoria

5170060148_99e866c014_oPartire dal dramma. L’attività della scrittura può essere professionistica, strumentale o documentaria. Partire dal dramma, fatte tutte queste meravigliose premesse. Fatte tutte queste meravigliose premesse, noi manager lo sappiamo. Ma – quanto – io – voglio – allargare – il mio target – per andare a prendere il più possibile – da te? Astronomia, per vendere più libri possibile, astrologia. Io – non – mi – do – come obiettivo: il singolo. «Buongiorno!», i grandi generalisti. Quella che si chiama: long seller. Una casa editrice si chiama: generalista. «Buongiorno!», a seconda dei loro desiderata. De – si – de – ra – ta. Desiderio, desiderio, desiderio: di morte. Almeno (almeno) quaranta manoscritti al giorno, senza un filtro. Non è un mercato saturo, Uniform Edition. È il giro del fatturato, quadrupede. Cercare di bilanciare: lettura e scrittura e scrittura e scrittura e lettura e scrittura, essere come un figlio, l’editor. Una filosofia meravigliosa che ha accompagnato gli italiani dagli anni Cinquanta fino agli anni Novanta. Gravitare, gravitare, gravitare nel reparto dell’acquisizione: la scrittura come catarsi. Acquisire, acquisire, acquisire anticipo e royalties: l’illusione della durata. Poi i famosi rendiconti, collegandoli al forecast: cast, cast. Ahimè, non riesce ad acquisire il bright off. Quando – non siete riusciti – ad – assorbire – l’anticipo. Carico e scarico. Settemila euro, settemila euro! Siete già sotto di tremila. Carico e scarico. Trentamila euro è il mondo della destinazione, dei diritti. Carico e scarico. Il mercato è la destinazione, a un certo punto decide quante copie pensa di vendere. I – dati – del – venduto. Panel, si rifanno a un panel: se non mi valuta la Nielsen, io cosa faccio? A nove mesi, a nove mesi, a nove mesi. Pensi che un libro vada a scaffale. Pensi che un libro manchi a scaffale. A – nove – mesi. Sell in, sell out. Sell in, sell out: i racconti, i saggi, i viaggi, i ragazzi. Sell in, sell out: «Lei non può sapere i dati del venduto!». I dati del venduto, i dati del venduto, i racconti, i saggi, i ragazzi, i viaggi, in seconda, in quarta di copertina. In seconda, in quarta di promozione. In seconda, in quarta: la front list. Tradizione e editi: i cavalli di battaglia. Solo thriller a sfondo medievale, l’estate. Questa estate tentiamo la fidelizzazione. La finalizzazione: il libro dev’essere auto-concluso. Non puoi lasciarlo pending! Sono ardito: il bacino potenziale. Hard cover, cioè front list, cioè il primo banco: la politica della novità. Che poi si dice «ricadono» gli autori – attivi – di front list. «Facciamo le ricadute», si dice in casa editrice. Gli investimenti promo – pubblicitari, la stagionalità del titolo, a trimestri: poi cambia la collana. Trimestri: fai uscire il titolo. Trimestri: il marketing chiama il commerciale. Trimestri: resistono le famose cedole. Poi facciamo un giro in poesia: tutte queste collane decadono nelle campagne collettive. A – B. A – B, bimestralmente, dopo cinque, massimo sette anni si raccolgono le prime battute. Dicesi: prima battuta, più cinque che sette. 16.483 ordini: lo scarto di tiratura privato del marketing, ogni due per tre. 62.482 copie: voi tirate sul prezzo, sul titolo, sul piano di sviluppo. La grafica di copertina è un lato minimo di stampa, ma porta sempre disquisizioni infinite, e l’ufficio tecnico, e i costi fissi, le lastre e gli avviamenti. I costi fissi: dal libro di, visto in tv. I costi variabili: un lotto minimo. Il marchio del paperback gioca sul brand, l’ufficio tecnico è il vostro fabbisogno e nella fascia quattordici-sedici c’è il rischio della rottura dello stock, dicesi: a scaffale. Almeno una rottura andrà numericamente all’interno, come avevamo visto all’inizio, sulle soglie del prezzo e dell’inserimento in collana. E poi, le ragioni del non acquisto: non c’è precisa circostanza di futuro, fare un regalo, una hard cover non risolve un problema temporale determinato, un anno sì, un anno no, non è occasione di stare con gli altri, è l’incertezza dell’esito. Scusate se banalizzo.