EX.IT – Terza giornata

Nella sessione conclusiva, Andrea Inglese ha evidenziato la dialettica tra vuoto e pieno, corpo e mente, assenza e presenza, con incessanti richiami testuali al bisogno di prossimità e contatto. La medesima esigenza si rintraccia nell’interazione tra il testo scritto da Michele Zaffarano e il video realizzato da Barbara Ferretti, in cui le ramificazioni di un bosco innevato si configurano come forte allegoria comunicativa.

Quella del bosco è un’immagine che accomuna molti dei materiali visti e ascoltati in questi giorni e, nella scrittura di Elisa Davoglio, arriva addirittura ad attestarsi quale perfetto luogo di fuga, in cui smarrirsi, nascondersi e riappropriarsi di un senso.

Altro dato che lega Elisa Davoglio ad autori diversissimi come Éric Suchère e Fabio Teti è il puro e semplice atto del mostrare, oggetto del quale possono essere i materiali più disparati: il funzionamento della memoria, il procedimento di costruzione del testo, una scena d’impatto cinematografico e così via.

Presto le conclusioni.

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