Orchi e Streghe sono soli

premio-strega-2013«Orchi e Streghe sono soli, non verranno a disturbare».

Così cantavano gli Afterhours, in un allegro motivetto di qualche disco fa.

Il motivetto del Premio Strega, invece, più che allegro sembra farsi ogni anno maggiormente incupito.

Biografie dolorose, rivelazioni drammatiche, sguardo disperato sul sentimento del tempo presente: questi solo alcuni fra i temi più gettonati.

In queste ultime ore, infatti, è stata resa pubblica la lista ufficiale e definitiva dei libri che si contenderanno la palma della vittoria strategica del 2013 e la rete già pullula di calorosi ringraziamenti preventivi e di poco cordiali ripulse private.

Oltre che, ovviamente, come vuole la migliore (cioè deteriore) tradizione del chiacchiericcio dei lit-blog, dei più insondabili pronostici circa la plausibile cinquina dei finalisti. Lista che, ricordiamo, verrà indicata solo a giugno.

Prepariamoci dunque, anche quest’anno, come tutti gli anni, alla messa in moto della macchina del fango editoriale: nelle prossime settimane, ci scommetto, scopriremo scheletri nell’armadio, ex frequentazioni imbarazzanti, liste della spesa sgrammaticate, testimonianze audio e video dei nostri beniamini letterari con l’acne, con la gotta, con tutto l’armamentario di biancheria intima a vista, eccetera eccetera.

Essendo fortunati, poi, potremmo addirittura intrattenerci nelle più amene colazioni domenicali al bar con pregevoli e accesi dibattiti sul nulla, variamene condotti dalle pagine “culturali” dei maggiori quotidiani a tiratura nazionale.

Un pensiero sentito, allora, mi sento innanzi tutto d’inviarlo a mamme e sorelle dei partecipanti pervenuti, e consiglierei alle famiglie particolarmente scaramantiche di non utilizzare tutto l’aglio della dispensa per il sugo della pasta, ma di tenerne da parte giusto qualche spicchio, così, per le emergenze last minute dei trafiletti più accaniti.

Un pensiero anche al servizio catering che si occuperà della serata di premiazione, perché si sa che in Italia c’è fame ovunque, ma al desco editoriale è sempre tutto un magna magna.

Da ultimo, un sospiroso saluto spetta d’elezione alla letteratura stessa, che pure quest’anno, ahimè, nel baraccone del liquore più premiato, temo farà sentire (e quanto  anche rimpiangere?) la sua mesta assenza.

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