Se te lo dicevo prima

Sei andato, cindexome il Mario, a dissolverti in cometa, vero?

Ma c’è qualcosa che ti dovevo proprio dire…dottore… prima che andavi…

Che a te, che ti ho sentito per la prima volta… saran stati l’ottantuno-ottantadue, eh… roba musicale… tanta, allora; e i Police, e i Dire Straits, e gli U2, e il Banco, e Dalla, e Battiato… e poi ci stavi tu… serio da ridere in quelle copertine… bislacco, diagonale, estraneo a tutti i vezzi e a tutti i vizi, quello dell'”impegno”, per esempio… noi… a quel tempo… le nostre piccole scatolette, categoriette… piccole, blindate… tutta una adolescenza di categorie, allora… e allora? allora? Te cantavi Silvano, e non valevo le ciccioli e sbrang! saltavano i coperchi alle scatole, allora… gli altri allora: barba, occhiali, giacca e sciarpetta… o maglie attillate, che sia… tutto al posto giusto, eh… cantavano altre cose, tutte giuste e condivisibili, figurarsi: ma te, te… cantavi: quel tuo maglione sudato color bleumarin, dici va bene d’accordo – su tutto; ma la cravatta dov’è? Eh?

E avevo da dirti, anche, che una cosa… ora che ci penso… mi piace: che te, così come l’avvocato, a cantare, l’avete fatto proprio come si fa un bel gioco… ché il mestiere era altro… e questo hai voglia che si sentiva… e si vedeva, pure, che sul palco il sorriso… quel sorriso… era di chi ci gode, a cantare… che sembravi ubriaco… il testo biascicato a meraviglia… masticato… dimenticato qualche volta, e inventato lì per lì… ci avevi quel corpo… pure… dinoccolato, mai ortogonale alla scena… come in bilico… quasi ospite fortuito, uno arrivato per caso.

Anche una cosa, ti volevo dire; che ho trovato più avanguardia in certe tue canzoni che in tanti dei libri che ho letto… il bello di quei testi era che… altro che roba da accademia… altro che roba da antiaccademia… era tutto giocare, era tutto un mandar a puttane le giuste distanze, incasinare le regole… a far ballar le parole… sempre un po’ fuori dal baricentro del senso… ricco… nuovo al presente.

E se t’avessi potuto parlare, dottore, anche questo, t’avrei detto: semplice, ehh… così come mi viene: che le tue canzoni m’han fatto ridere, ma ridere davvero… e piangere, ma piangere davvero, tante di quelle volte… che solo a te t’è riuscito così… ogni piroetta andata a segno… beh… putacaso anche solo per quello… grazie, ma grazie davvero.

Che più ci penso… più penso che te n’avrei dette tante, di cose ma adesso… mi viene solo da scrivere… così… un po’ a farti il verso, a inciampare… che è tutta la vita un inciampo, in fondo… in una vecchia agenda ci ho ancora scritto, parole tue: strana la vita, è come se la vita fosse un modo di morire. Ma se ‘ste cose non te l’ho dette prima… adesso… sembra tardi… ehhh… è tardi, è… lo so, ci hai ragione tu: se te lo dicevo prima…