Scritture pazienti

La-pazienza-dei-bufali-sotto-la-pioggiaSONO uno che si annoia sovente. E coltivo questa noia come si tiene allenato un corpo d’atleta.

Cerco di annoiarmi ogni giorno un po’. Mi concedo quotidianamente questa ginnastica dell’immobilità. Attendo che la mia noia non venga ostacolata da nessun desiderio, e che niente e nessuno la perturbi.

David Thomas si è dedicato per oltre diciotto anni a un’intensa attività giornalistica, e si capisce dall’acume con cui viviseziona le più scabrose e pericolanti situazioni della vita quotidiana.
David Thomas ha poi scritto sceneggiature per il teatro e per il cinema, e si intuisce dal tratteggio ironico e puntuale con cui riesce a delineare le peculiarità dei personaggi (tutti e nessuno!) che rinfocolano le sue storie. Storie, a dire il vero, che si basano quasi esclusivamente sulla scrittura, tout court.

È tratto da una commedia, appunto, La pazienza dei bufali sotto la pioggia, edito dalla Librairie Générale Française nel 2011 e pubblicato quest’anno in Italia da marcos y marcos, con traduzione e curatela di Maurizia Balmelli.

Una scrittura, dicevamo, quella di Thomas, ben nutrita dagli influssi più prolifici della letteratura umoristica del Nord Europa (penso, ad esempio, alla Scandinavia, bacino felicissimo in tal senso) ma che è al contempo una scrittura meditabonda, senza però risultare cervellotica, introspettiva, ma senza concedere troppi spazi al ripiegamento onanistico strutturale, piuttosto è una scrittura che definirei, forse azzardando, non tanto nevrotica bensì delle nevrosi.

Basti leggere, ad esempio, questa strenua esortazione, per così dire di coppia, dacché parrebbe rivolgersi a un’interlocutrice amata, ma che in ogni caso, come vedremo accadere in gran parte delle pagine del libro, resta in prima istanza una dotta riprogrammazione del soliloquio, una riflessione sulla parola e sulla lingua tutta, dal tono non certo autoreferenziale bensì saldamente autocosciente:

Quel che vorrei, ma non ci spero più, è che tu mi restituissi ciò che sei stata. Non mi sento mai così lontano da te come quando parli del futuro, e mai così vicino come quando ripenso ai tempi remoti in cui ci amavamo senza saperlo ancora.

Se penso a tutto il tempo che abbiamo passato insieme, ho l’impressione di digerire.

È perché mi capita spesso di non sapere più dove sbattere la testa che stasera, dopo aver represso la voglia di urlare per tutta la giornata, vorrei essere una lumaca e potermi rintanare nel mio guscio. Lasciare solo una striscia di bava biancastra dietro di me. Avere quella disgustosa traccia come unica prova della mia esistenza. Essere soltanto una firma muta che tu scavalcheresti con la stessa naturalezza di quando mi stracci le palle con la tua litania di donna finalmente sposata.

Noia, dunque, come dicevamo all’inizio. Astio, certamente, covato tutto contro la pretesa immobilità della vita definita semplice, routinaria, e dei rapporti canonizzati, ostentati, logoranti. Ma insieme, anche un patente desiderio di salvezza, un bisogno enfatico di gridare, di lasciare un segno vivo, permanente, un solco lancinante, che sia traccia di bava o di parola, che sia firma muta o martellante, proprio com’è martellante il ritmo dei settanta brevi capitoli che compongono questo libro, questo romanzo, questa riflessione autogestita sull’importanza del silenzio e dei ricordi, del corpo e del desiderio, del rifiuto e dell’accettazione, attiva non passiva, di tutti i vari sé che compongono il mosaico a pioggia dell’esistenza.

Perché per esistere, e resistere, occorre pazienza. Proprio come quella che hanno i bufali, appunto, che quando piove sembrano paralizzarsi, s’arrestano in un momento e riescono a rimanere così, saldi, con gli zoccoli ben piantati nel terreno, aspettando che il cielo torni sereno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...