La citazione, vi prego, sull’amore (erotico)

Immagineil museo dell'innocenzaOggi è la festa degli innamorati, ma non mi dilungherò affatto sul tema, possiamo stare tranquilli! Sappiamo già, in buona sostanza, tutto quello che c’è da sapere e, per la verità, siamo fin troppo bombardati, quotidianamente, proprio dalle cose che sarebbe anche meglio, piuttosto, non sapere (più) sull’argomento erotico.

Quello a cui forse non pensiamo assai spesso, invece, è che esistono pure molti modi differenti per raccontare l’eros, a dispetto dei media canonizzanti, del bolso filone che chiameremo per comodità porno-soft e/o più specificatamente afferente alla narrativa rosa (quello che imperversa tra gli scaffali delle maggiori librerie, per intenderci, oltre che fra gli elenchi di vendita delle classifiche internazionali) e dei tardi feuilleton per avventori annoiati che campeggiano ancora spesso nelle edicole nostrane.

Perché non indugiare allora un po’ su questi modi altri, probabilmente più genuini e decisamente più letterari (in senso stretto, almeno) di raccontare l’incontro amoroso?

Ecco un buon esempio, a mio avviso, tratto da Il museo dell’innocenza di Orhan Pamukpubblicato da Einaudi nel 2011.

Dai suoi occhi, che ora rifuggivano i miei e che talvolta, con lo zelo di un medico, spostava verso le parti basse del suo corpo, compresi che era tesa nell’ascolto delle sensazioni che stava provando, e voleva assaporare da sola il momento che stava vivendo per la prima volta nella vita e che sarebbe rimasto per sempre unico. Ma io dovevo portare a termine ciò che avevo iniziato, e per poter uscire alleggerito da questo viaggio difficoltoso dovevo pensare egoisticamente al mio piacere. Intuitivamente, in quell’istante entrambi scoprimmo che, per poterli avvertire con più forza, dovevamo vivere in solitudine questi momenti di piacere che ci avrebbero legato l’uno all’altra; se da una parte ci abbracciavamo con impeto, frenesia e desiderio, dall’altra fu come se ci stessimo usando reciprocamente per il raggiungimento del nostro piacere personale. Nelle mani di Füsun strette come una morsa alla mia schiena, c’era qualcosa di simile alla paura della morte che la ragazzina miope e ingenua avverte nell’abbracciare suo padre corso a salvarla in acqua, dopo aver creduto che sarebbe affogata mentre imparava a nuotare.
Dieci giorni dopo, abbracciata a me con gli occhi chiusi, quando le chiesi a cosa avesse pensato, mi rispose: Vedevo un campo pieno di girasoli.

In questo stralcio di Pamuk, che finalmente contribuisce anche a scalfire il mito vetusto della sacra verginità femminile, si concentra, a mio avviso, la quasi totalità di quello che è possibile citare sull’amore: c’è il sentimento, sì, ma c’è soprattutto la percezione del sentimento stesso, che è in sintesi la percezione, sempre esclusivamente privata, intimissima, pressoché intraducibile, dei propri desideri, delle proprie paure e del proprio piacere.

E l’incontro combinatorio fra due (o più!) entità, fuse insieme nell’atto erotico, allora, e solo allora, può certamente risultare più o meno fortunato, più o meno denso di emozioni e saturo di sensorialità, pregnante di significati e in special modo di significanti, diremmo poi, trattandosi, in questo caso, di una bella pagina di autentica letteratura.

3 pensieri su “La citazione, vi prego, sull’amore (erotico)

  1. Non mi piace la letteratura erotica, secondo me è solo dannosa.
    Entrare in intimità è una forma di rispetto verso il partner oltre che una necessità fisiologica, soprattutto quando si è giovani, con le dovute precauzioni…. ma lui e lei dovrebbero in anticipo dare un valore a questo rito naturale, perché l’atto sessuale è proprio l’ultima parte di un percorso di conoscenza……è molto meglio uscire tante volte per andare in tanti posti diversi e fantasticare insieme senza fare l’amore……….magari viene il desiderio di fare sport, di studiare una lingua straniera, di imparare a ballare, di cambiare alimentazione o di dimagrire, di andare al cinema o al teatro, al luna park o alla fiera di non so che….. …..vivere……..una forma di complicità, di andare oltre le regole, di sentirsi coraggioso, pieno di energia…………..forse ci si lascia e non ci si vede più……..oppure arriva la voglia ad entrambi e ognuno nella propria riservatezza ci vede quello che gli pare……..nella speranza che non condanni il giorno dopo quello che ha fatto il giorno prima…….

    Al contrario mi sembra che nelle “civiltà emancipate” da alcuni anni c’è prima il contatto fisico e poi la conoscenza tra uomo e donna…… il ché è comunque un grosso errore foriero quasi sempre di disillusioni e di inganni……. che tra l’altro penalizza a priori quelli bruttini, “imbranati”, goffi, indecisi, dallo sguardo da perdente, con gli occhiali spessi, magri come gli scheletri, bassi al di sotto di un metro e sessanta……..insomma non dà a questi poveretti la possibilità di salire sul ring e combattere il loro onesto incontro-scontro contro i pretendenti al titolo per la corona………….

    Non sopporto però neanche la mentalità bigotta o delle atee intriganti…………………causa di sofferenze inaudite….ohhhhh quelle megere ruffiane che combinano i fidanzamenti e i matrimoni……..o li disfano….. per puro tornaconto personale…..e per la gioia dei prepotenti di turno……..voi pensate che non esistono più……. vi sbagliate……..

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