Caillois, o del fantastico architettonico

https://i0.wp.com/www.edizionidipassaggio.it/libri/67/copertina%20Parigi%20Un%20apprendistato.jpgDurante la lettura del primo dei testi raccolti in Parigi, un apprendistato – intitolato Piccola guida del xv arrondissement –, mi è spesso venuta la curiosità di vedere, sia pure in maniera assai mediata, i luoghi descritti nel testo. Ma il fido Google Maps stavolta non è stato di nessun aiuto: come spiega lo stesso Caillois, quel territorio parigino ha subito una radicale trasformazione e oggi ospita architetture apparentemente meno fantastiche di quelle di svariati decenni fa, eppure non meno disorientanti. «Le vieux Paris n’est plus», lo sappiamo da molto tempo, come sappiamo che «la forme d’une ville / Change plus vite, hélas! que le coeur d’un mortel». Continua a leggere

Il trionfo di Sherwood Anderson

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C’è chi riesce a salvarsi accettando le contraddizioni della propria situazione e chi da quelle contraddizioni verrà lacerato.

Così Daniele Suardi introduce Il trionfo dell’uovo, la celebre raccolta di racconti di Sherwood Anderson, pubblicata per la prima volta nel 1921 e ora, finalmente, tradotta e disponibile in Italia, grazie alla Piano B Edizioni.

E dalla contraddizione, esattamente, si parte e si arriva, allo stesso tempo, nella lettura vibrante e solo all’apparenza dissociata dei quindici ottimi racconti del libro, con un’ iniziale noterella autorale, che è una canzone non canzone, potremmo definirla così, una sorta di epigrafe non programmatica in cui si denuncia espressamente l’incapacità che hanno in nuce le storie di essere comunicate, o almeno, di essere comunicate secondo i crismi canonici imposti dalle cosiddette leggi della narrazione (scritta).

Le storie sono persone sedute sui gradini della porta d’ingresso della mia immaginazione.

scrive Sherwood

Fuori fa freddo e loro stanno lì sedute, aspettano.

Io le guardo dalla finestra. Continua a leggere

Nuovi percorsi visivi

Portbou si rinnova. E si comincia dalla grafica. Da oggi in poi ospiteremo nella nostra colonna laterale delle immagini che ci piacciono. Sono indicazioni minime per avviare dei percorsi visivi, che andranno via via ad arricchire la pagina omonima.

Cominciamo con un doveroso omaggio a Gabriele Basilico, appena scomparso. Un omaggio alla sua fotografia “lenta” dettata dai tempi del banco ottico, al suo sguardo speculativo che sembra contraddire ogni logica del reportage e della street photography. Non afferrare l’attimo e catturare l’esperienza, bensì costruire quell’attimo, leggere l’esperienza nelle cose.

La citazione, vi prego, sull’amore (erotico)

Immagineil museo dell'innocenzaOggi è la festa degli innamorati, ma non mi dilungherò affatto sul tema, possiamo stare tranquilli! Sappiamo già, in buona sostanza, tutto quello che c’è da sapere e, per la verità, siamo fin troppo bombardati, quotidianamente, proprio dalle cose che sarebbe anche meglio, piuttosto, non sapere (più) sull’argomento erotico.

Quello a cui forse non pensiamo assai spesso, invece, è che esistono pure molti modi differenti per raccontare l’eros, a dispetto dei media canonizzanti, del bolso filone che chiameremo per comodità porno-soft e/o più specificatamente afferente alla narrativa rosa (quello che imperversa tra gli scaffali delle maggiori librerie, per intenderci, oltre che fra gli elenchi di vendita delle classifiche internazionali) e dei tardi feuilleton per avventori annoiati che campeggiano ancora spesso nelle edicole nostrane.

Perché non indugiare allora un po’ su questi modi altri, probabilmente più genuini e decisamente più letterari (in senso stretto, almeno) di raccontare l’incontro amoroso? Continua a leggere

Vatileaks

https://i1.wp.com/www.ogginotizie.it/GUI/file_contenuti/399174_corvo-vaticano-processo_29092012.jpg

A poche ore dalla notizia, cominciano a emergere le prime indiscrezioni sulle dimissioni del pontefice.

Il papa avrebbe abdicato perché:

– non ne può più di indossare il bianco;
– vuole fare coming out;
– pensava fosse un contratto a tempo determinato;
– vuole dedicarsi completamente alle sue passioni: la teologia e Angry Birds;
– non ricorda la terza declinazione dei sostantivi latini;
– vuole finalmente fare scherzi da prete;
– lo hanno costretto le pressioni della lobby dei buoi e degli asinelli;
– la papamobile è troppo lenta, vorrebbe qualcosa di più emozionante;
– allenerà la Roma dopo l’esonero di Zeman;
– il Vaticano è un posto noioso;
– così passerà alla storia, altrimenti nessuno si ricorda di lui;
– i messaggi su Twitter lo hanno stancato;
– gli piacerebbe dedicarsi agli sport estremi, tipo la dama;
– scriverà i testi dei prossimi dischi di Battiato;
– vuole rimaneggiare le tesi di Lutero;
– è stato assunto a Hollywood per interpretare Giovanni Paolo II in un film di Tarantino;
– si candida col Movimento 5 Stelle;
– ha bisogno di concentrarsi per trovare un titolo alla raccolta di poesie che ha nel cassetto da anni;
– si è accorto che non crede in Dio;
– vuole seguire in tour il suo gruppo preferito, i Daft Punk;
– non riesce a capire che cos’è quell’accidente di relativismo;
– farà il sindaco di Roma, finalmente in prima persona;
– vuole essere uno di noi.

Dimmi quale ipotesi scegli e ti dirò chi sei.

Il tip tap degli elefanti

newspaper_mediaCom’è noto, lo scorso ottobre la rivista statunitense Newsweek ha annunciato la cessazione delle sue pubblicazioni in edizione cartacea, scegliendo di passare completamente al formato digitale.

Una decisione, questa, a dire il vero indotta da una mera ottica di mercato: negli ultimi dieci anni, infatti, le vendite del settimanale erano drasticamente crollate da quattro milioni a poco più di un milione e mezzo di copie vendute.

Ora non sto qui a dilungarmi sulla vicenda del Newsweek nello specifico, basti dire che molte altre testate (non ultimo l’osannato Time!) hanno già effettuato questo passaggio al digitale, o si dichiarano in procinto di farlo. Continua a leggere

Unchained?

https://i2.wp.com/i1-news.softpedia-static.com/images/news-700/Jamie-Foxx-Defends-Quentin-Tarantino-Django-Unchained-This-Is-Entertainment.pngPremessa: Django Unchained mi è piaciuto.

Detto questo, aggiungo subito che Django Unchained è un simpatico giocattolo, nulla di più. Un giocattolo per adulti, naturalmente, soprattutto maschi. Un giocattolo che ti fa uscire dal cinema tutto esaltato dalle imprese dell’eroe vendicatore e te ne fa ricordare le scene con gli amici, e ti spinge addirittura a mimarle, esattamente come fanno gli adolescenti quando parlano dei loro film d’azione. Continua a leggere