La marcatura della regina

marcaturaMi punge. Lo sento. Mi punge. L’ho presa. Tiro su e il sangue è una scintilla. Lo sento. Mi accendo. Poi spingo. Mi punge di più. Mi lacera. Mi penetra. Nelle vene. Mi irrora. Mi infiamma. E non mi serve più. Ora non mi serve più. Sono libera. Lo sono. Lo sono.

La marcatura della regina (per le Edizioni Socrates, Roma 2012) è il romanzo d’esordio di Giovanni Di Giamberardino, romano classe 1984, già autore, fra le altre cose, di brillanti soggetti per fiction televisive.

E infatti proprio la visione, per così dire, cinematografica, sequenziale, fratta di passaggi zoomati e di riverberi cromatici altri, si evince perfettamente nello stile narrativo di questo giovane alla soglia dei trent’anni che, quasi senza apparenti pretese, riesce a descrivere magistralmente lo stupro fisico e mentale generato dalla tossicodipendenza, e lo fa nelle sole prime quattro, cinque pagine del libro.

In cinque pagine, dunque, si sviscera con prepotenza tutto l’amore e l’odio, la spinta autodistruttiva e la paura terrificante del non lasciare traccia, l’insolvenza erotica e il famelico bisogno d’attenzioni, proprie della donna che sarà la sfortunata protagonista in absentia di questo romanzo, che sì sembrerebbe, di primo acchito, un giallo, ma che delle strutture canoniche del romanzo giallo ha, a dir la verità, ben poco.

C’è un cadavere, c’è un ritrovamento, ci sono alcuni personaggi, pure accessori e collaterali, che sembrano tutti gravitare proprio attorno al dato di fatto più maniacale, più ossessivo, più esasperatamente tragico della vicenda: la morte sanguinolenta e inevitabile della (regina?) protagonista.

E però, la suspance dell’intreccio metanarrativo è data quasi ed esclusivamente dallo stile elucubrativo e materico col quale Di Giamberardino riesce a contaminare ogni singola espressione, ogni battito d’ali, ogni riflessione tautologica o espediente intertestuale romanzesco, messo in atto in ben ventiquattro differenti stonature, in ventiquattro punti-luce ombrosi e scarnificati, che concorrono alla rivisitazione ultima di quello che mi sembra il tema portante del romanzo: la libertà.

È così che, seguendo il dipanarsi delle vicende non-vicende narrate, si arriva al topos ultimo e stringente dell’intero libro, che poi è anche la spiegazione del titolo, fino a quel momento rimasto quasi sopito, sottocutaneo, e che certamente si dimostra un’allegoria perfetta del concetto più intimo di scrittura e di vita.

La marcatura dell’ape regina, la chiamano. In pratica dopo averla identificata, si afferra la regina per il torace tenendola ferma tra il pollice e l’indice, come fosse una penna o una forchetta, poi con la capocchia di uno spillo le si imprime una piccola goccia di vernice colorata. Quindi la si lascia andare, con la consapevolezza che non la si perderà più di vista. Ma è un sistema inventato dall’uomo, un processo necessario all’uomo stesso, che deve saper distinguere e dare i nomi a tutte le cose. Per la regina non cambia nulla.

«Avere un colore o un nome non conta», prosegue Di Giamberardino, inquadrando la citazione in una pseudo-nota pubblicata su un social network, esperimento ardito e quanto mai pregnante, questo, atto, mi pare, a evidenziare ulteriormente la contaminazione di generi paraletterari, culturali e cultuali, della comunicazione dialogica odierna, accelerata e, ahinoi, mistificata.

Mistificazione è anche quella della scrittura, però, più propriamente intesa quale forma, conscia e inconscia, di rappresentazione di sé, del mondo, delle dinamiche paradossali vigenti nell’alveare moderno, e dei processi di dipendenza, materiale e mortifera, che fanno sempre più da contraltare alla ricerca quotidiana, invece, di soddisfazione e d’indipendenza, siano esse in gioco nell’arte come anche nella vita.

Un pensiero su “La marcatura della regina

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...