Modesta proposta per risparmiare nella scuola

Vecchio carrozzone burocratico e territorio di privilegi, la scuola pubblica finora non ha fatto fino in fondo la propria parte nel risanamento economico del paese. I timidi e piccoli tagli operati dai governi precedenti non sono stati per nulla efficaci, perché non hanno condotto a un autentico risparmio delle risorse.

Occorre qualcosa di più moderno, di più preciso, in linea con l’azione del governo tecnico. Per tale ragione mi sono ingegnato per scovare dei capitoli di spesa su cui è possibile risparmiare. Ed ecco la mia modesta proposta, che farò quanto prima pervenire al ministro Profumo.

Studenti
Se la scuola è la palestra della vita, non si capisce perché i principali utenti della scuola non debbano essere coinvolti nel risparmio. È anzi bene che imparino sin da piccoli, cioè dalla scuola dell’infanzia, che niente gli è dovuto. Si possono dunque adottare le seguenti misure:

  • gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado pagheranno una tassa una tantum per uscire da scuola e fare ritorno a casa. L’imposizione della tassa sarà comunicata senza preavviso, il giorno stesso in cui si procederà alla riscossione, in modo da evitare le assenze dei soliti furbi.
  • Gli alunni delle scuole dove è prevista la mensa provvederanno a lavare i piatti e a riordinare i locali prima di uscire. È allo studio anche la possibilità che siano loro a cucinare.
  • Due volte a settimana gli studenti si fermeranno oltre l’orario scolastico per pulire tutti i locali della scuola.
  • I libri di testo saranno venduti esclusivamente dalle scuole stesse, con un ricarico del 10 per cento sul prezzo di copertina.
  • Alcuni argomenti didattici saranno affrontati soltanto on demand, con il modernissimo sistema pay-per-learn. Per esempio, chi vuole spiegazioni sul teorema di Pitagora paga una sovrattassa. Lo stesso vale per i compiti in classe: gli insegnanti non saranno tenuti a somministrarli o a correggerli, tuttavia chi vorrà potrà farseli valutare pagando una determinata cifra.

Edifici scolastici
In questo caso la misura è molto semplice e di sicuro impatto sulla spesa. Constatato che gli edifici scolastici sono in larghissima maggioranza cadenti e che risanarli costerebbe allo Stato una grande quantità di denaro, è senza dubbio più conveniente lasciare che si riducano progressivamente in macerie (la demolizione è troppo dispendiosa). Poiché la scuola ha un ruolo centrale nella società, le lezioni continueranno dunque all’aperto (la scuola è pubblica, appunto) o in locali di fortuna messi a disposizione gratuitamente da privati. È evidente che con questo semplice provvedimento a costo zero si risparmia su una grande quantità di capitoli di spesa: manutenzione, riscaldamento, ecc. E, in prospettiva, anche gli alunni potranno lavorare di meno.

Personale amministrativo, tecnico e ausiliario
Si tratta del capitolo più doloroso. Una volta che gli alunni avranno imparato a fare tutto da soli (la scuola deve avere un legame col mondo del lavoro, ricordiamolo), i collaboratori scolastici non avranno più ragione di esistere, soprattutto se non ci saranno più locali da pulire. Per quanto riguarda invece il personale amministrativo, nel rispetto dell’autonomia scolastica, ogni istituto avrà la possibilità di organizzare come meglio crede la gestione di ogni pratica amministrativa, senza tuttavia dimenticare che la finalità fondamentale è lo snellimento delle procedure. Per fare un solo esempio efficace, le domande di iscrizione si potrebbero fare a voce. E anche le pagelle (che ovviamente saranno a pagamento) saranno comunicate oralmente.

Docenti
Ogni azione nei confronti degli insegnanti deve scaturire dal pieno rispetto della loro dignità professionale, che sta molto a cuore al governo. Pertanto le misure da varare sono le seguenti:

  • aumento delle ore di insegnamento da 18 a 30 settimanali, con relativo aumento di stipendio, che sarà tuttavia pagato direttamente dalle famiglie degli studenti;
  • abolizione di tutti gli impegni non legati alla pura e semplice didattica: saranno pertanto aboliti tutti gli inutili e obsoleti organi collegiali, così come verifiche e compiti in classe. Gli insegnanti dovranno solo stare in classe e spiegare (e possibilmente fare compagnia agli studenti).

Dirigenti
Si tratta chiaramente della categoria meno utile eppure più dispendiosa, giacché percepisce gli stipendi più alti. Per tale ragione saranno progressivamente reimpiegati in altre attività, per esempio la rimozione delle macerie.

Tutto questo, naturalmente, per ribadire che per il governo l’istruzione è una priorità.

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