Biglietto, prego

Tempo di vacanze. Chi prima, chi dopo, stiamo tutti riempiendo trolley e bagagli a mano, pronti ad allontanarci dal torrido agosto cittadino, in cerca di qualche giorno di refrigerio.

Che l’oasi prescelta resti soltanto metaforica o sia piuttosto geograficamente localizzata, c’è comunque bisogno di fresche e vivaci letture, che ci facciano godere appieno del tanto sospirato angolo di relax.

Alex Pietrogiacomi ha curato una raccolta, molto raffinata e intelligente, che non funge solo da eventuale accompagnamento al viaggio, ma riesce proprio a farsi viaggio stesso, col suo ampio portato di dettagli fotografici e di immaginifiche suggestioni in movimento.

Ventuno giovani autori del panorama narrativo italiano, dunque, raccontano storie fatte di intime esperienze e di intenzioni programmatiche socializzate, di future ambizioni e di propositi passati, con un piglio stilistico di realistica intensità e di notevole aderenza al nostro tempo presente.

Chiaramente, molto forte è il senso allegorico della partenza, che può rivelarsi tipologica tanto come allontanamento (spontaneo o coatto che sia) da una quotidianità opprimente e senza sbocchi professionali, quanto come curiosa  e mai paga ricerca nelle indeterminate possibilità della ragione umana.

Vengono perciò genuinamente analizzati molti aspetti della condizione purtroppo disagiata del lavoratore precario, che si innestano sapientemente su quella sorta di precariato sentimentale e privatissimo nel quale la nostra generazione si trova a intessere rapporti (ancora, spontanei o coatti che siano).

Importante, a tal proposito: questa non è e non vuole essere, nelle intenzioni del curatore come certamente nell’idea dei ventuno scrittori coinvolti,  un’antologia generazionale, bensì una plausibile chiave di volta che fornisca al lettore un ventaglio di sguardi, sociali e artistici, sulla vita odierna.

Che la scrittura tout court si dimostri essa stessa un viaggio, nell’introspezione ragionativa prima e nell’esternazione contenutistica poi, non credo occorra precisarlo.

Credo invece che occorra leggere uno ad uno questi ventuno racconti brevi, ciascuno col proprio bagaglio culturale, politico, territoriale e filosofico, ciascuno corredato in maniera più che appropriata da un sinestetico (non didascalico) materiale fotografico, a cura di Gianluca Giannone.

E credo che, alla fine, non si potrà negare di aver convalidato almeno un biglietto.

Gli autori, in ordine di apparizione: Matteo Trevisani, Iacopo Barison, Fabrizio Gabrielli, Lorenza Furci, Gianfranco Franchi, Alessandro Hellmann, Massimiliano e Pier Paolo Di Mino, Simone Ghelli, Micol Beltramini, Adriano Angelini Sut, Ernest LeBeau, Roberto Mandracchia, Alfredo Ronci, Francesca Bellino, Marilena Renda, Luca Piccolino, Matteo Bortolotti, Raffaella R. Ferrè, Gianluca Liguori, Alessandro Raveggi, Alex Pietrogiacomi

Zero91 edizioni, Milano 2012, introduzione: Filippo Tuena, postfazione: John Vignola