La militanza non è una strategia per trovare marito

Il rientro dalle vacanze, si sa, è traumatico quasi sempre per quasi tutti. Lo è poi ancor di più per chi non sa ancora bene esattamente in quale tipo di quotidianità ricominciare ad arrabattarsi.

Questo, sia chiaro fin da subito, non vuole essere un semplice sfogo privato, sebbene l’autobiografia del momento risulterà certamente esemplificativa della questione paradigmatica che vado esponendo in queste poche righe.

Parliamo di militanza. Parliamo dell’ingestibile mole di scrittori e/o aspiranti tali che intasa quotidianamente la posta (elettronica e non) di blogger alle prime armi, di recensionisti alacri dell’ultimo minuto, di critici letterari il cui statuto ontologico è legittimato solo da un certo blando titolo accademico che parrebbe testimoniarlo, e via discorrendo.

Tutti scrittori e/o aspiranti tali pronti a giurare sul pregio della loro silloge, del loro romanzo d’esordio, o peggio, della loro diciassettesima plaquette pubblicata con l’ultima delle più ignote case editrici a pagamento della provincia italica.

Cosa vogliono, questi artistoidi non prezzolati? Cosa cercano, cosa si aspettano dallo sconosciuto signor x al quale si rivolgono con tanto zelo, cotidie? Basta loro un benché minimo spicchio di visibilità, un link preimpostato sul social network della dimenticanza fast and furious, un surrogato di placido riconoscimento para letterario, a garantire l’illusione di diffondere il verbo culturale oltre i limiti del cortiletto familiare? Fin qui, non ci sarebbe neanche troppo da stupirsi.

Ma cosa sono disposti a dare, in cambio del sogno di gloria, questi splendidi martiri del sottobosco poetico e narrativo contemporaneo? Noia. Continua a leggere

Sono come tu mi vuoi

Ancora tempo di vacanze, ancora tempo di raccolte. Anzi, più precisamente, di Storie di lavori.

Sono come tu mi vuoi, edito da Laterza nel 2009, comprende diciassette racconti brevi, firmati da alcuni tra gli scrittori più interessanti del panorama letterario italiano dell’ultimo ventennio, impegnati a sviscerare da più parti lo spinoso tema dell’occupazione professionale odierna.

Particolarmente esaustivi sono i due saggi, l’ Inizio e la Fine, ad opera rispettivamente di Carola Susani e Lanfranco Caminiti, che incorniciano la già ben nutrita raccolta in prosa con vere e proprie riaffermazioni, puntuali ma anche giocose, sul problema del lavoro. Continua a leggere

Bêtise

Chiedo scusa ai lettori che troveranno, nella stessa pagina, il nome di un grande intellettuale dell’oggi a fianco di un “uomo inutile” di ieri.

Paulo Coelho:

«Uno dei libri che ha causato male all’umanità è stato l’Ulisse di Joyce, che è soltanto stile. Non c’è nulla, lì dentro».

Umberto Eco Jean-Claude Carrière:

«La bêtise è un modo di gestire con orgoglio e costanza la stupidità».

Biglietto, prego

Tempo di vacanze. Chi prima, chi dopo, stiamo tutti riempiendo trolley e bagagli a mano, pronti ad allontanarci dal torrido agosto cittadino, in cerca di qualche giorno di refrigerio.

Che l’oasi prescelta resti soltanto metaforica o sia piuttosto geograficamente localizzata, c’è comunque bisogno di fresche e vivaci letture, che ci facciano godere appieno del tanto sospirato angolo di relax.

Alex Pietrogiacomi ha curato una raccolta, molto raffinata e intelligente, che non funge solo da eventuale accompagnamento al viaggio, ma riesce proprio a farsi viaggio stesso, col suo ampio portato di dettagli fotografici e di immaginifiche suggestioni in movimento.

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