E Volponi?

Più che dagli scaffali delle librerie, dal nostro dibattito culturale sembra scomparso Paolo Volponi. Di altri autori del Novecento non si finisce mai di parlare (Pasolini su tutti), anche a sproposito, ma di Volponi si dice poco o nulla. Sembra autore chiuso in una dimensione politico-locale, riservato a comunisti e marchigiani, per semplificare. Minoranze, appunto.

Inutile dire – anzi utilissimo – che questa dimensione gli sta assai stretta. Ma sarebbe soprattutto utile cercare di comprendere il perché di questa assenza, in fondo strana in tempi in cui si discorre molto di letteratura e lavoro. Uno scrittore che come nessuno ha raccontato lavoro e capitale dovrebbe costituire un punto di riferimento assoluto, nonostante le condizioni del lavoro, per lo meno in Italia, siano notevolmente mutate negli ultimi venti-trent’anni.

E invece no. Certo, qualche “nipotino” di Volponi si intravede, ma quell’assenza è davvero frastornante. Le risposte potrebbe essere diverse. Innanzi tutto, Volponi ha messo in luce con forza la contraddizione tra lavoro e capitale, contraddizione insanabile ma continuamente occultata dal pensiero mainstream di oggi.In secondo luogo, il suo curriculum professionale lo ha reso suo malgrado portavoce di un’esperienza imprenditoriale (quella olivettiana) che costituisce una sorta di rimosso per il capitalismo italiano.

Infine, Volponi ha dimostrato, con i propri testi, che il lavoro (la realtà) non si può raccontare con l’attrezzatura del romanzo naturalista. Non basta allineare i fatti e pretendere di rappresentare la realtà, con l’ingenua (?) idea che il contenuto in sé faccia il romanzo: basta parlare di fabbriche e di operai e il gioco è fatto. Con il rischio immediato dell’estetizzazione del lavoro.

A questa estetizzazione Volponi si è sottratto con le armi dello straniamento e dell’allegoria, con il risultato che un romanzo in cui parlano cani, ficus e poltrone (Le mosche del capitale) finisce per disvelare più cose del lavoro (e del romanzo) di tante narrazioni dotate di location industriale.