Epigrafe prodromica

Ci sono voluti anni per provare, con fatica quasi dolorosa, a riprendere possesso del nostro personale produrre scrittura.

Personale, e di qualche altra mente affine nel percorso e nella tendenza, che è quanto basta.

Il percorso e la tendenza, sia chiaro fin d’ ora, dove si sarà meglio agito, saranno la scrittura, piuttosto che nella scrittura.

Una scrittura immersa fino al petto nel presente.

Nessun tributo quindi, nessun cenotafio, solo il lavoro che ci hanno insegnato a fare.

Ché abbiamo avuto grandi maestri, ma sono tutti morti; mentre noi siamo qui, adesso, con il fiato rotto di chi giunge, dopo una corsa, davanti a un passaggio a livello abbassato, al termine di ogni itinerario certo, sprovvisto, per giunta, di astratti furori. A scortarci, piuttosto, il senso d’impotenza a scrivere l’oggi, mai come ora indicibile, mai come ora già detto.

Ma tra l’indicibile e il già detto iniziamo ad aggirarci, non ancora rassegnati.