Eccesso di zelo?

Magari non tutti sanno che cos’è il RAV, cioè il Rapporto di autovalutazione delle scuole. Ebbene, si tratta di un documento che, secondo quanto scrive il Ministero dell’Istruzione, «fornisce una rappresentazione della scuola attraverso un’analisi del suo funzionamento e costituisce inoltre la base per individuare le priorità di sviluppo verso cui orientare il piano di miglioramento».

Il RAV è un documento trasparente, che, una volta redatto dal dirigente e da un gruppo di docenti, viene pubblicato sul sito Scuola in chiaro, dove chiunque (in primo luogo i genitori) può leggerlo e farsi un’idea dell’offerta formativa di quel determinato istituto.

Ora, nella sciagurata vicenda del liceo Visconti di Roma (ma anche di altre scuole sparse per la penisola) sollevata dall’articolo di Corrado Zunino pubblicato ieri da «Repubblica», il RAV ha un ruolo chiave. È infatti all’inizio del documento, dove si parla della popolazione scolastica, che si trovano le parole incriminate. Eccole: Continua a leggere

Dialoghi di Astolfo e di Fulgenzio. II

Fulgenzio: E dunque, secondo la tua opinione, si ride troppo della politica? Da quando ti sei trasformato in un paladino del potere?
Astolfo: No, non si ride troppo: si ride male.
Fulgenzio: Esiste allora un riso giusto e per contro se ne dà uno sbagliato?
Astolfo: Più o meno.
Fulgenzio: E quindi, sentiamo, la satira andrebbe abolita?
Astolfo: La satira, la satira, non se ne può più… Continua a leggere

Dialoghi di Astolfo e di Fulgenzio. I

Fulgenzio: Ma tu, Astolfo, come giudichi questo nuovo incubo arancione?
Astolfo: L’arancione è un colore che apprezzo, l’ho sempre trovato gradevole all’occhio…
Fulgenzio: No, ma io parlavo per metonimia: intendevo il nuovo presidente americano.
Astolfo: Americano, appunto, l’hai detto.
Fulgenzio: Vuoi dire che egli incarna i valori dell’America nel senso… Continua a leggere

È cominciato tutto con le discipline umanistiche?

A quelli (soprattutto gli scienziati, oggi) che si stupiscono e si indignano e si arrabbiano di fronte ad affermazioni discutibili, se non addirittura ridicole, riguardo ad alcuni ambiti scientifici (la medicina, per esempio), vorrei dire che chi, come me, si occupa al contempo di letteratura e di scuola, sa bene che tutto questo è cominciato tanto tempo fa, proprio in campo umanistico. Continua a leggere

Dall’ideologia come vita di Pasolini alle vite dismembrate dell’essere

Alda Teodorani, Gramsci in cenere. Dal rosso al nulla, Stampa Alternativa

Sbaglierebbe, a mio avviso, chi si fermasse alla superficiale, etimologicamente intendendo l’aggettivo, impressione che il romanzo sembra sottendere: il racconto di una disillusione.

Sbaglierebbe ancora chi si soffermasse nella caducità ideologica che il titolo suggerisce: il dispiegarsi del senso della storia verso la propria fine.

Credo ci sia altro. Continua a leggere

Il paziente crede di essere

timthumb.phpPubblichiamo tre testi di Marco Giovenale, tratti da Il paziente crede di essere, Gorilla Sapiens Edizioni, 2016.
Buona lettura.

Fila

Di fronte al luogo del furto, con l’accoltellato in terra, si è formata ressa, ora una fila discreta.

Spontaneamente. Alcune decine di persone. Dimostrano attenzione, sono in fila per venire derubate e uccise

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